Del sentiero della legalità, a San Felice Circeo, se ne parla da anni. Dovrebbe essere realizzato a Quarto Caldo, sul promontorio, per ricordare lo scempio urbanistico del "Sacco del Circeo". Ora quest'idea dovrebbe presto diventare realtà. Il Parco nazionale, con una determina del direttore Paolo Cassola, il 31 dicembre ha infatti impegnato 40mila euro per dare concretezza a quanto messo nero su bianco nell'atto d'indirizzo programmatico per il bilancio di previsione 2019 e pluriennale 2019-2021.
Nell'atto amministrativo si ripercorre la storia di questa vicenda, conclusasi dopo quasi mezzo secolo con l'abbattimento degli scheletri di via delle Batterie, ritenuti "simbolo" dello scempio. Un evento, quest'ultimo, dal forte valore simbolico.
È il 1973 quando il Comune di San Felice Circeo rilascia una licenza edilizia che dà il via all'edificazione in via delle Batterie, nell'area di Quarto Caldo: una zona di enorme pregio ambientale, nonché una delle aree più belle del paese. A distanza di tre anni, anno in cui scoppierà la bomba del "Sacco del Circeo" che porterà al sequestro di numerosi cantieri, il Comune annulla le licenze e dispone gli abbattimenti. Gli immobili, dei quali è stato realizzato solo il rustico, cambiano proprietà più volte. Viene tentata la strada del condono edilizio e al Comune viene chiesto pure di autorizzare il completamento delle quattro strutture (per un totale di 21 appartamenti). Il «no» è categorico, con rinnovo dell'ordinanza di abbattimento. I privati si rivolgono al Tar, che nel 2000 concede la sospensiva dell'ordinanza di demolizione. Il ricorso viene dichiarato perento (decaduto) nel 2010 e allora riprendono le operazioni per dar seguito agli abbattimenti. Il Parco dà il suo contributo trovando le risorse finanziarie col Ministero. È il 2012 quando le ruspe cominciano a buttare giù gli scheletri. Non mancheranno intoppi burocratici e ritardi, ma alla fine verranno totalmente demoliti.
Il Parco è praticamente da subito intenzionato a realizzare questo sentiero della legalità. Un'iniziativa che rientra in un progetto di «comunicazione e valorizzazione di un'immagine positiva e proattiva dell'Ente Parco anche sui temi dell'educazione alla legalità come attività pedagogica e sociale coerente con l'operato dell'Ente sul territorio a tutela dell'ambiente come bene comune di inestimabile valore per la biodiversità». Il Consiglio Direttivo, a ottobre di due anni fa, aveva già formulato la volontà di realizzare questo sentiero per creare una memoria storica e «per il ristabilimento dei principi di legalità che di bonifica dei siti interessati da quello sciagurato progetto di cementificazione». Ora arriva l'atto del direttore per mettere a disposizione i soldi necessari.