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L'appuntamento

Marco Travaglio stasera al D'Annunzio: «Offro agli spettatori un manuale di autodifesa»

Il giornalista torna a Latina con un nuovo recital di informazione e satira

Marco Travaglio stasera al D'Annunzio: «Offro agli spettatori un manuale di autodifesa»

Marco Travaglio torna a teatro con un nuovo recital dal titolo provocatorio e tagliente: “Cornuti e Contenti. Ma non sarà anche colpa nostra?”, in scena questa sera al Teatro D’Annunzio di Latina, nell’ambito della stagione teatrale promossa dal Comune di Latina e da ATCL – Circuito multidisciplinare del Lazio, sostenuta dal MIC – Ministero della Cultura e dalla Regione Lazio, in collaborazione con Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per l’agenzia Ventidieci. Lo spettacolo è prodotto da Loft Produzioni S.r.l.


Dopo anni passati a denunciare la mala-politica e la mala-informazione, Travaglio cambia prospettiva e rilancia una domanda scomoda: e se una parte della responsabilità fosse anche nostra? È questo il punto di partenza di un monologo che invita il pubblico a guardarsi allo specchio, mettendo a fuoco un paradosso tutto italiano: perché milioni di cittadini continuano a votare chi li ha già traditi, o promette di farlo ancora? Perché premiano, dalla carta stampata ai social, dalla tv alla radio, quei media che costruiscono consenso attraverso bufale, bugie e manipolazioni? Il giornalista torinese non si limita ad accusare la classe dirigente: sostiene che politici pessimi e incompetenti prosperano perché vengono premiati alle urne, invece di essere “mandati a lavorare” senza seggio. Allo stesso modo, la disinformazione resiste perché non viene punita: se certi giornali restano in edicola, certi siti macinano click e certi programmi fanno audience, il sistema continuerà a ripetersi. Finché funziona, nessuno ha interesse a cambiarlo.

Nel recital di Marco Travaglio trovano spazio anche temi drammatici e di pressante attualità: la guerra e il clima di escalation internazionale, ma anche la questione della separazione delle carriere in magistratura, su cui il giornalista promette un capitolo dedicato per spiegare “con parole semplici” che cosa comporterebbe il referendum e perché potrebbe incidere sull’indipendenza della giustizia. Infine, un affondo sull’astensione: non un gesto rivoluzionario, ma spesso – secondo Marco Travaglio – la migliore assicurazione sulla vita per chi non vuole cambiare nulla, perché a restare a casa sono gli elettori liberi e arrabbiati, mentre i voti di scambio e d’abitudine continuano ad arrivare sempre puntuali. Uno spettacolo che fa ridere, riflettere e soprattutto discutere: perché, a volte, la verità più difficile da accettare è proprio quella che ci riguarda.

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