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La rubrica

Sanremo Pulp: cronache semiserie dalla prima notte dell’Ariston

Tra R mosce, cambi d’abito, fastidi reiterati e voci che (ogni tanto) arrivano: il Festival raccontato senza filtri

Sanremo Pulp: cronache semiserie dalla prima notte dell’Ariston

Si parte. Sanremo 76.

Il primo senza Pippo nazionale. Pace all’anima sua.

Olly ci riporta indietro di un anno. Manco fosse la macchina del tempo: un anno per perdere la R moscia e non ci è riuscito.

Laura Pausini misura la scalinata: Romagna mia, Romagna in fiore!
Conti vola e già siamo al primo brano in gara: Ditonellapiaga. La sala stampa balla: è quello che sappiamo fare meglio.

Michele Bravi, dopo qualche anno, non fa Michele Bravi. Ed è un buon segno.

I settecento autori del programma consigliano alla Pausini, per la pubblicità, di dire: una pausini e ritorniamo.
Che fastidio!

Sayf ha dei capelli che sembrano quelle tende degli anni ’80 che si mettevano per non far entrare le mosche in casa.

Mara Sattei canta Le cose che non sai di me. Non credo che le vogliamo sapere, francamente.
Che fastidio!

Il titolo del pezzo di D’Amico è Ai Ai, ma purtroppo è ancora intatto, non si è fatto nulla!
Che fastidio!

Sanremo ricorda Vessicchio, il più grande dei direttori d’orchestra.

Un pizzetto che manco Sandokan… ops, arriva Can Yaman direttamente da Rebibbia — ops, Turchia, Turchia!

Con Arisa, dopo i sussurri degli artisti precedenti, arriva una voce.

Luchè arriva direttamente da un centro abbronzante di Secondigliano. Il suo brano, cantato da una voce, non sarebbe stato male.
Che fastidio!

Sale sul palco la signora Gianna Pratesi, 105 anni. L’INPS sta bestemmiando!

Tommaso Paradiso deve tornare a Pamplona oppure sotto il sole di Riccione; di sicuro deve lasciar stare il cantautorato…

Elettra Lamborghini: fate così, fate finta di non averla mai sentita!
Che fastidio!

Patty Pravo: 3:38 di canzone vissuti pericolosamente dalle persone sedute nelle prime file in platea, per la paura che si stacchi qualche pezzo e gli finisca addosso.

Sul palco Gennaro Amatore da Mugnano, Napoli. Per gli amici (più difficilmente) Samurai Jay.

Da Latina con furore, non il sosia di Michael Jackson ma Tizianone Ferro! L’Ariston canta.

Il problema di Raf, ora in gara, è che da tempo si è messo in testa di fare il super melodico. Non ci sono più quelle belle Self Control, Battito animale, Cosa resterà degli anni ’80.
Ecco, se fosse rimasto agli anni ’80 forse oggi sarebbe molto più attuale del brano sanremese.

Cambio d’abito per la Pausini, così tanto per darvi una notizia.

In gara J-Ax. Evito qualsiasi commento perché mi arriverebbero solo querele.

Gaia canta e balla da piazza Colombo: un festival nel festival.

Fulminacci è la parte cantautorale di quest’anno. Ci vogliono un po’ di ascolti per mandarlo giù; un po’ come bere parecchia acqua per mandar giù delle pillole grosse.

PS: Can Yaman si è cambiato d’abito, ha abbottonato la camicia e messo la cravatta.

Continua la gara con Levante.
Ora Masini-Fedez che, nonostante siano Masini-Fedez, forse vincono!

Ermal Meta ha un testo impegnato e delicato, ma non basta. No, a Sanremo non basta.

Dalla nave ormeggiata di fronte a Sanremo si collega Max Pezzali. A un certo punto fa un mix con Disco Inferno e la canta: una roba da far rivoltare nella tomba tutta la disco dance mondiale (quella morta ovviamente).

Sul palco due Sandokan che is megl che uan!
Insomma, alla fine Kabir Bedi prende le distanze dalla serie attuale. Bene, bene, bene! (come direbbe Carlo)

TG1 della notte: solo guai! Torna la gara.

Nayt canta Prima che. Non sapremo mai di che cosa.

Sul brano di Malika Ayane ci eccitiamo tutti: gran pezzo, gran classe.

Con Eddie Brock rimango un po’ deluso. Avevo nutrito speranze sul ragazzone romano.

Ed ora canta Napoli: Sal Da Vinci. Siamo sempre sull’onda di Rossetto e caffè. Penso che non ne usciremo più. Fràààatm.

Cambio d’abito per la Laurona nazionale: tutta tempestata di luccichii.

Nigiotti sul palco, sempre con lo chignon. Nigiotti a Sanremo è la componente Irama: se non c’è uno c’è l’altro!

Tredici Pietro: sì, avete visto bene, sembra il Morandi di Fatti mandare dalla mamma, ma c’è un perché — è suo padre. Cioè Pietro è suo figlio. Vabbè, avete capito.

La partecipazione di Chiello, per me, resta un mistero.

Bambole di Pezza, Maria Antonietta & Colombre, Leo Gassmann, Renga e LDA e Aka 7even: di questi vi scriverò domani, perché sono le 1:18 e ho un occhio praticamente chiuso e l’altro in odore di cataratta.

E adesso i 5 con più voti: Arisa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga, Fedez e Masini.

Buongiorno se state leggendo ora: io vado a dormire.
Ci scriviamo domattina di nuovo.

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