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L'evento

Cafaro, Sanges e Di Martino: Latina li ricorda alla Fattoria

Venerdì 13 marzo la "pizza teatrale" dedicata ai tre padri della scena amatoriale

Cafaro, Sanges e Di Martino: Latina li ricorda alla Fattoria

Dispiaciuti per il fatto di doversi ritrovare solo in occasione di momenti mesti, a Latina un nutrito gruppo di amici e conoscenti che da tanti anni ruotano intorno al teatro amatoriale ha espresso il desiderio di creare un’occasione di incontro diversa. Così, nell’imminenza della Festa del papà, si è deciso di rendere omaggio a tre  ‘padri’ di questo genere teatrale, Armando Cafaro, Gabriele Sanges, Mariano di Martino: tre figure che hanno inciso fortemente nel panorama dello spettacolo pontino, tre persone legate tra di loro da vincoli familiari e di amicizia, tre napoletani, il che costituisce inoltre un formidabile biglietto da visita.

Per ricordarli in maniera non convenzionale, con quel ‘sorriso’  che è stato anche il nome di una loro importante compagnia, questa sera presso il ristorante Fattoria Prato di Coppola a Latina ‘andrà in scena’ (per rimanere in tema) una “pizza teatrale”. Perché la forma conviviale è il modo migliore di ricordare e far rivivere chi non c’è più e ha condiviso con noi tanti bei momenti. L’idea, lanciata da Dante Taddia, autore e regista che per oltre dieci anni ha collaborato con Sanges, è stata quella di ritrovarsi attorno a un tavolo per ricordare, sorridere, magari commuoversi, e sentirsi ancora ‘compagnia’. La serata sarà semplice e sincera, proprio come lo erano loro: non un convegno celebrativo, ma un incontro fatto di aneddoti, ricordi, monologhi, improvvisazioni, poesie e pensieri condivisi.
“A partire dagli anni ‘90 i nostri  ‘magnifici tre’ hanno acceso luci quando ancora mancavano i riflettori - si legge nelle note che presentano l’iniziativa -, costruito stagioni indimenticabili quando le strutture erano fragili, portato il pubblico a teatro quando bisognava prima convincerlo che il teatro fosse un bene comune. Hanno formato attori, coinvolto giovani, fatto nascere compagnie, alimentato una passione che ancora oggi genera fermento in città”.
Il nome di Armando Cafaro, scomparso nel 2003, vive oggi nel teatro che gli è stato intitolato venti anni fa: un luogo che non è soltanto un edificio, ma s’identifica con una lunga stagione culturale. Insieme a Sanges, che ci ha lasciato da quasi tre anni, e di Martino, che abbiamo salutato lo scorso mese di febbraio, Cafaro ha saputo avvicinare al palcoscenico generazioni di latinensi, e non solo. E non è un caso che questa serata arrivi pochi giorni dopo la notizia di un importante intervento di riqualificazione del teatro di Viale XXI Aprile, finanziato con 2,5 milioni di euro di fondi Fesr, il Fondo europeo di sviluppo regionale: la fine dei lavori è prevista per il 2027.

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