Compositore di colonne sonore e direttore d’orchestra, Umberto Scipione sta vivendo un momento di straordinario successo internazionale che ne consolida il ruolo di ambasciatore culturale nel mondo. Reduce dalla vittoria ai World Soundtrack Awards 2024, e sempre forte delle quattro nomination ai David di Donatello e delle due nomination ai Siae Music Award che costellano la sua storia artistica, in Cina - precisamente a Chengdu- è stato applaudito dal popolo d’Oriente in occasione di una serie di concerti organizzato da Idalo (International Culture & Art Development Co) e dedicati alle sue colonne più iconiche. Concerti che sono stati accompagnati da numeri di partecipazione davvero eccezionali.
Grande soddisfazione per il maestro anche a Hong Kong, al prestigioso festival cinematografico HKIFF50 che si è concluso ieri con la consegna degli Awards. Il compositore di origini gaetane (figlio e nipote di musicisti: suo padre Roberto suonava nell’Orchestra ritmica della Rai e suo nonno Umberto aveva un complesso bandistico a Formia), ha partecipato in qualità di ospite, e per questa speciale occasione su commissione ha composto anche la musica di un video istituzionale legato alla celebre kermesse.
Nuove immagini, nuove emozioni, nuova musica e un’altra bella esperienza da raccontare dopo le tante legate al sodalizio con Alessandro Siani, e ai consensi entusiasmanti ottenuti dalle colonne sonore di “Benvenuti al Sud”, “Benvenuti al Nord”, “Il principe abusivo”, “Si accettano miracoli” “Mister Felicità” e più recentemente per le musiche del film campione di incassi “Io e te dobbiamo parlare” e per il film “Sara” di Nello Pepe. E come spesso accade, il Maestro ringrazia il suo pubblico, e sempre la musica, passione che gli appartiene e che ritiene forza in grado di creare connessioni profonde non solo tra i popoli, ma tre anime e universo. «È un momento di grande emozione e gratitudine – racconta Umberto Scipione–. Portare la mia musica così lontano e sentire una risposta così calorosa da parte del pubblico internazionale è un’esperienza unica. Ogni concerto diventa un incontro, uno scambio autentico che supera confini geografici e culturali. La musica per il cinema ha davvero il potere di unire mondi diversi, di creare ponti tra le persone, ed è questo il messaggio che continuo a portare avanti con convinzione nel mio lavoro. A tutto questo si aggiunge una dimensione per me altrettanto preziosa: scoprire nuove culture, nuovi luoghi e nuove sensibilità. Tutto ciò arricchisce il mio percorso artistico e umano, rendendo ogni esperienza ancora più intensa e significativa. Sono certo che queste emozioni contribuiranno a nutrire e influenzare la mia creatività».