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Il caso

Forticard, la Consob sospende il sito

In Italia si è diffusa grazie a un fondano, che ne è il referente. Il sospetto di possibili investimenti ad alto rischio con dietro uno schema piramidale mascherato

Forticard, la Consob sospende il sito

Il sospetto di uno schema Ponzi dietro a Forticard: un sistema di investimenti piramidale che si autoalimenta grazie al denaro di (spesso) ignari cittadini, attirati da un guadagno facile ottenuto grazie a piattaforme di prestiti e fondi online che sempre più spesso stanno finendo sotto i riflettori delle cronache nazionali. Un sistema che collassa quando i nuovi ingressi iniziano a scarseggiare o quando, come in questo caso, subentra anche l’intervento della Consob, che nella giornata di venerdì scorso ha chiuso la piattaforma, avviando ulteriori controlli.

Il sito in questione è particolarmente legato al territorio pontino, visto che negli scorsi mesi è sbarcato in Italia proprio grazie al suo referente nazionale, un uomo di Fondi che non è nuovo a questo tipo di avventure. Attirando persone grazie a stakeholders sparsi sul territorio e a riunioni sempre più partecipate svolte nei mesi scorsi all’interno di bar o ristoranti del litorale (tra cui uno di sua proprietà) tra Terracina e Fondi, il sistema si è sparso a macchia d’olio, attirando centinaia di persone spesso ignare del rischio che stavano correndo e che talvolta hanno anche investito cifre importanti, rassicurate e guidate nel corso delle riunioni oppure sui gruppi social, dove apparivano referenti nazionali e internazionali, questi ultimi nient’altro che figure inventate con tanto di foto create attraverso la AI. Nelle scorse ore, come detto, il sito Forticard.it ha smesso di funzionare, fermato dalla Consob.

La Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (Consob) ha emesso una delibera (n. 23531 del 16 aprile 2025) con cui sospende per 90 giorni l’offerta al pubblico di prodotti finanziari promossa dalla società FortiCard Limited, operante attraverso il sito internet forti-card.com. Si tratta di una misura cautelare adottata ai sensi dell’articolo 99 del Testo Unico della Finanza (TUF), a fronte di «fondati sospetti» di violazione delle normative in materia di offerta pubblica di prodotti finanziari. Nel mirino è finito anche il sistema utilizzato. Una modalità operativa che, secondo la Commissione, ricorda da vicino i classici schemi piramidali, vietati e potenzialmente dannosi per gli investitori.
A peggiorare il quadro, l’esistenza di una struttura gerarchica articolata a livello nazionale e locale, confermata anche dalla presenza di eventi promozionali organizzati in Campania e nel Lazio. FortiCard Limited è una società che dichiarava di avere sede nelle British Virgin Islands, offriva agli utenti una strategia di investimento basata su un sistema di “pooling of funds” e sull’uso di specifiche piattaforme di prestito (“lending platforms”). Prometteva guadagni elevati, a fronte di un investimento minimo di 100 USDT o USDC, criptovalute stabili, note come stablecoin. Il dominio Forticard.it era stato acquistato nel 2023 da un uomo di Terracina, mentre il sistema (che millantava di esistere dal 2010) veniva gestito, come sottolineato, da una persona di Fondi, che coordinava tantissimi altri referenti territoriali che in tutta Italia guidavano e spesso rassicuravano gli investitori sulla bontà del prodotto acquistato.

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