Con una pistola in pugno si è presentato presso il centro di accoglienza gestito dalla cooperativa Astrolabio in via Don Morosini e ha pronunciato frasi di minaccia contro alcuni rifugiati e richiedenti asilo politico che frequentano la struttura del pronto intervento sociale. Un inquietante episodio sul quale stanno indagato gli investigatori, con il sospetto che l’autore della minaccia armata possa essere l’uomo ferito a coltellate lo scorso 22 dicembre in centro, proprio per mano di un giovane straniero.
Non è ancora chiaro se l’arma vista ieri mattina in via Don Morosini fosse vera o meno. Se non lo era in ogni caso doveva trattarsi di una replica fedele perché l’impressione che hanno avuto i testimoni, ossia gli operatori sociali e alcuni stranieri che si trovavano in quel momento nella struttura, è che si trattasse di una pistola autentica. In ogni caso quando è scattata la segnalazione al numero unico 112 sono interventi i poliziotti della Squadra Volante, ma dell’uomo armato non c’era più traccia. Stando alle testimonianze si trattava di un uomo di nazionalità italiana, perché parlava con un accento locale. Avrebbe pronunciato anche il proprio nome, poi avrebbe proferito delle minacce rivolte a uno straniero. Non è chiaro comunque se la vittima delle minacce in quel momento si trovasse all’interno della struttura.
Per le indagini sull’accaduto sono intervenuti gli investigatori della Squadra Mobile, che hanno raccolto le testimonianze dei presenti e disposto l’acquisizione dei filmati di video sorveglianza della zona in cerca di dettagli utili all’identificazione dell’autore del gesto intimidatorio. Stando alla descrizione dell’uomo armato e al contenuto delle minacce verbali, l’indagine sembra orientata verso l’ipotesi di una vendetta per l’aggressione consumata prima di Natale in via IV Novembre. In quella circostanza un uomo di 33 anni aveva discusso animatamente con un ventenne tunisino, a quanto pare per uno sguardo di troppo: i due erano arrivati alle mani, ovvero il latinense, un uomo con diversi precedenti penali alle spalle, aveva colpito al volto il giovane straniero, poi quest’ultimo aveva tirato fuori un taglierino con il quale aveva colpito l’aggressore, ferendolo in più punti. Il ventenne è un richiedente asilo politico che frequenta il centro di assistenza del pronto intervento sociale, un dettaglio che sembra confermare i primi sospetti.