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Il fatto

Stalking, lesioni e violenza privata: chieste tre condanne

Imputato un giovane accusato di atti persecutori nei confronti della ex. Imputati altri due coetanei

Stalking, lesioni e violenza privata: chieste tre condanne
Il 14 gennaio le repliche e la sentenza. Ieri in Tribunale a Latina - davanti al giudice Renata Naso -  l’accusa ha ricostruito i fatti e ha chiesto le condanne per tre imputati, per un quarto il processo è in corso davanti al Tribunale per i Minori di Roma.
Chiesto un anno e otto mesi per D.F., queste le sue iniziali,  difeso dagli avvocati Marco Nardecchia e Patrizio Panini, accusato di stalking, lesioni aggravate e violenza privata nei confronti della ex fidanzata che aveva troncato la relazione. 
E’ accusato anche di aver aggredito un amico della giovane.  Chiesti 8 mesi di condanna per altri due imputati coetanei di D.F.,  sono due amici  che quella sera erano con lui. La posizione è marginale  e devono rispondere di lesioni e violenza privata in concorso. Sono  difesi dagli avvocati Francesca Carolini e Alfonso Falcone. Dopo l’intervento della pubblica accusa che ha ripercorso i fatti, la parola è passata alla  parte civile, rappresentata dagli avvocati Gigliola Turrini e Luca Scorziello e al collegio difensivo che ha chiesto per i propri assistiti l’assoluzione.    
I fatti contestati erano avvenuti  vicino Latina in via Congiunte il 17 novembre del 2022.  Secondo quanto è emerso la parte offesa  aveva lasciato l’imputato interrompendo la relazione e poche ore dopo era stata seguita. In base alla ricostruzione della Polizia e come sostenuto dall’accusa,  il presunto responsabile  avrebbe afferrato per i capelli la sua ex trascinandola e provocando nella giovane una prognosi di 10 giorni. Inoltre nel capo di imputazione gli investigatori avevano messo in luce che il 20enne si era presentato anche sul posto di lavoro della sua ex ingenerando in questo modo un forte stato di ansia a e agitazione inducendo la giovane  anche a cambiare le sue abitudini.
Uno degli episodi contestati, (relativo all’aggressione sia alla sua ex che al suo amico), era stato registrato in via Congiunte e in quella circostanza la ragazza in lacrime aveva chiesto aiuto alle forze dell’ordine.  In un primo momento il ragazzo era finito agli arresti domiciliari e poi era tornato in libertà, il giudice aveva accolto l’istanza della difesa. La misura restrittiva era stata emessa dal giudice per le indagini preliminari Mario La Rosa.  Tra pochi giorni riprende il processo ed è prevista la sentenza.

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