Il fatto
08.01.2026 - 11:00
Hanno sfilato i testimoni e le vittime - tra cui alcuni minori che figurano come parti offese - in un processo per rapina che vede imputato un 23enne di origine tunisina, S.M., le sue iniziali, detenuto in carcere. Davanti al Collegio Penale - presieduto dal presidente Gian Luca Soana e composto dai giudici Roberta Brenda e Eugenia Sinigallia - hanno ricostruito quello che è accaduto nel marzo del 2025 al centro commerciale Latina Fiori.
«Sono arrivati tre ragazzi che poco prima avevano disturbato una persona anziana e ci hanno chiesto soldi, hanno iniziato a toccarci e a un mio amico hanno aperto lo zaino e hanno preso il portafogli dove c’era la post pay - ha riferito un testimone, vittima delle condotte dei tre ragazzi - quando ho detto che non avevo niente mi hanno minacciato. “Mi ha detto o mi dai il telefono oppure ti meno - ha detto il testimone riconoscendo in aula l’imputato ». Sono due le vittime della rapina. In base a quanto è emerso, S.M., queste le sue iniziali, insieme ad un complice, il cui iter processuale è stato diverso, è accusato oltre che di rapina aggravata, l’importo è di 8 euro, anche di utilizzo indebito di carte di credito. Un altro testimone, un minore, ha sostenuto invece di non essere stato minacciato dall’imputato presente ieri in aula ma dal complice. «Lui - ha detto il testimone - era quello che gli diceva di lasciar stare».
La vittima - secondo quanto ipotizzato - sarebbe stata costretta a pagare la colazione all’imputato, difeso dagli avvocati Silvia Perciballe e Emanuele Farelli. La difesa del 23enne al termine dell’udienza ha chiesto al Tribunale la revoca dell’ordinanza di custodia cautelare del carcere e in sub ordine la sostituzione della misura del carcere con quella degli arresti domiciliari in casa del fratello dell’imputato. Il pubblico ministero Valentina Giammaria ha espresso parere negativo e si è opposto - ha sostenuto - anche per i numerosi precedenti di polizia per reati dello stesso tipo. Il Tribunale su questo si è riservato e dovrà decidere. Il processo riprende a febbraio e non è escluso anche che si possa concludere. La risposta investigativa a seguito della rapina nei confronti dei giovani da parte della Polizia era stata immediata.
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