L’hanno chiamata «Stagione delle bombe». Alla storia passerà così. La guerra per lo spaccio di droga alle case Arlecchino diventata nelle carte dell’inchiesta «Battaglia navale», ha tracciato gli ultimi mesi del 2025 a colpi di esplosioni forti che si udivano a distanza di chilometri, azioni violente per imporsi. «Hanno seminato il terrore. Volevano imporsi con le intimidazioni. C’è una prima risposta dello Stato ed è arrivata, lo Stato c’è». E’ l’esordio del Procuratore facente funzioni Luigia Spinelli nel corso della conferenza stampa in Procura dove sono stati illustrati i risultati investigativi che hanno portato all’esecuzione delle quattro ordinanze di custodia cautelare.
L’attenzione investigativa su quella che era diventata un’emergenza era altissima. «Abbiamo dato una risposta con tempestività, competenza e fermezza rispetto ad episodi gravissimi che hanno provocato un pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica. La causa di questa guerra è riconducibile al controllo del territorio per lo spaccio di droga - ha aggiunto il magistrato - e rappresenta un settore remunerativo. L’obiettivo era creare una strategia del terrore e imporsi sotto il profilo della caratura criminale. Ringrazio Carabinieri e Polizia per quello che hanno fatto, a loro va il mio profondo ringraziamento. Hanno lavorato incessantemente - ha aggiunto - insieme alla magistratura». L’attività è stato un gioco di squadra, in Procura a seguito degli attentati esplosivi registrati in città è stato costituito un pool di magistrati composto dai pubblici ministeri Martina Taglione, Giuseppe Francesco Aiello, Valentina Giammaria, Giuseppe Bontempo, Valerio De Luca.
«Questo lavoro investigativo ed è una prima tranche, è stato portato a termine grazie ad una capillare conoscenza del territorio - ha ricordato il magistrato - questi fatti avevano destato un profondo allarme sociale in città». Mai nella storia di Latina era stata registrata un’escalation criminale tanto inaspettata quanto preoccupante. E’ stato importante anche il continuo scambio di informazioni con la Procura Distrettuale di Roma. Siamo intervenuti quando è stato raggiunto un quadro indiziario completo e netto per emettere provvedimenti restrittivi». «C’è da sottolineare il grande scambio informativo con la Procura - ha dichiarato il tenente colonnello Salvatore Pascariello comandante del Reparto Operativo dei Carabinieri del Comando Provinciale di Latina - la nostra collaborazione ha consentito di mettere insieme dei tasselli importanti. È stata riscontrata un’elevata pericolosità degli ordigni e abbiamo raccolto gravi indizi per fatti che partono da settembre a novembre. Anche dalle consulenze tecniche disposte nell’ambito delle indagine è emerso che gli ordigni di fattura artigianale potevano essere letali nei confronti di persone completamente estranee. Al centro di questa guerra una piazza per lo spaccio della droga» ha spiegato. «Questo è un esito parziale delle attività investigative che hanno consentito di dare un volto agli autori di questi episodi dinamatardi che sono iniziati a settembre proprio nel comprensorio delle case Arlecchino», ha sottolineato il vicequestore Giuseppe Lodeserto dirigente della Squadra Mobile di Latina. «Il primo episodio del 7 settembre ha avuto una risposta in via Darsena il giorno dopo, l’altro episodio per cui si procede è quello in viale Nervi del 18 settembre e con un’ esplosione che ha messo in pericolo le persone che potevano scendere per domare le fiamme delle due auto a fuoco, poteva uccidere anche fino a 15 metri di distanza. La risposta investigativa alla cittadinanza è arrivata a fronte dell’escalation criminale». C’è un’analisi finale sulla giovane età degli indagati ed è affidata al Procuratore Luigia Spinelli. «Sì, è preoccupante la giovane età degli arrestati - ha concluso - è necessario riflettere non soltanto sotto il profilo processuale ma anche su quello sociale».