Nel corso delle perquisizioni disposte dalla Procura nell’ambito dell’operazione che ha portato all’esecuzione della custodia cautelare in carcere per i quattro esponenti della fazione dei palazzi Arlecchino, gli investigatori hanno ispezionato anche le abitazioni di alcuni sodali del gruppo dei giovani emergenti, compresi quelli indagati in stato di libertà. E proprio com’era successo la mattina del 7 settembre in occasione dell’attentato esplosivo di via Guido Rossa, anche l’altra mattina nelle pertinenze di un edificio dove abita uno dei gregari dei gemelli Spinelli è stata trovata una pistola di provenienza illecita corredata di diverse cartucce dello stesso calibro. La scoperta è stata fatta in un luogo comune del condominio popolare di via Londra dove abita appunto uno dei giovani ritenuto di avere lavorato al servizio della fazione dei palazzi Arlecchino. La scoperta è stata fatta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo, che hanno sequestrato l’arma e i proiettili a carico di ignoti, avviando gli accertamenti per risalire alla paternità della pistola. Del resto non è ancora chiaro se fosse legata alla presenza di quel giovane nello stesso stabile, per ora resta solo un sospetto da verificare l’ipotesi che fosse una delle armi a disposizione della fazione dei giovani emergenti. Un sospetto fondato sulle conversazioni dei leader dei palazzi Arlecchino intercettate in carcere. Il 5 ottobre, parlando con un compagno di cella, Mattia Spinelli si attribuiva il possesso delle armi nascoste appunto nel palazzo di via Guido Rossa dove abita Davide Greco, gregario che ha il compito di custodirle, rivelando: «M’avevano trovato tre ferri (pistole, ndr) e me li sono ricomprati subito». In un altra circostanza invece spiega: «Novemila euro de ferri m’hanno fatto» alludendo al valore delle pistole sequestrate quel giorno.