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Lutto nello spettacolo

E' morta Lina Bernardi, Latina perde la "sua" attrice

Una icona di donna forte e indipendente. Clemente Pernarella: "Grandissima interprete"

E' morta Lina Bernardi, Latina perde la "sua" attrice

Lina Bernardi

Un carattere forte e indipendente come possente era la sua personalità scenica, un'artista appassionata e versatile, icona di donna indipendente, l'artista indomabile che 'sfidò' anche Luca Barbareschi ai tempi della Fondazione Teatro D'Annunzio. Lina Bernardi è morta nella notte nella sua abitazione, circondata dall'affetto dei propri cari che non l'hanno mai lasciata sola negli ultimi anni resi difficili dalla malattia. Sensibile interprete della scena, Lina era nata a Latina il 5 settembre del 1938. Nel corso della sua lunga carriera, ha collaborato con alcuni dei più importanti registi italiani in pellicole di grande successo: "Storia di Piera" con Marco Ferreri, "Storia di ragazzi e ragazze" con Pupi Avati, "Pane e tulipani" di Silvio Soldini, "L'ultimo bacio" di Gabriele Muccino, "L'imbalsamatore" di Matteo Garrone, "Non ti muovere" di Sergio Castellitto, più recentemente ha avuto parti in "Youtopia" e "Daitona", e spesso ha posto la sua professionalità a favore di cause sociali, operando tra i giovani e per i giovani per sensibilizzarli contro le tossicodipendenze o contro la violenza sulle donne. Pilastro della sua carriera è stato però il teatro, indimenticabile nel monologo "Mamma eroina" di Maricla Boggio che ha rappresentato per ben 31 anni, suo cavallo di battaglia. In televisione l'abbiamo vista al fiancodegli attori di tante fiction e in rinomate soap come Vivere o CentroVetrine, qui nel ruolo di Sophie Rousseau e di coach, straordinaria docente di dizione e recitazione capace di trasmettere quell'impeto di amore verso l'arte della parola che le apparteneva nel profondo e l'aveva portata a lavorare come insegnante nelle scuole di teatro, anche nell'88 a Latina. Tra i suoi allievi, allora, figurava anche un giovanissimo Clemente Pernarella, che oggi commosso la ricorda così: "Conosco Lina da quando avevo 13 anni, è stata la persona che mi ha dato il primo monologo della vita, "Il Suicida" di Nikolaj Erdman, ed è grazie a lei che mi sono iscritto alla primissima scuola di recitazione nel capoluogo pontino. Non pensavo che avrei fatto questo mestiere ma conoscevo la storia di Lina. Poi entrai in Accademia, ma non l'ho mai abbandonata, ci siamo sempre visti, sentiti. Lina era un ciclone inarrestabile. Ci siamo rincrociati in occasione di CentroVetrine, quindi abbiamo vissuto tutti insieme sei anni in Piemonte. Per me è stata una insegnante preziosissima, una amica, la prima persona che mi ha fatto innamorare del Teatro, un punto di riferimento e così credimi la considerano tutti gli attori di Latina che all'epoca sono stati formati da lei. Da Lina, che non diceva mai di no, e aveva un amore per l'arte delle scene al di sopra di qualsiasi cosa. Ci tengo a dire che Lina Bernardi è stata una grandissima attrice, forse poco riconosciuta nel suo assoluto valore artistico, un po' per il suo temperamento di fuoco difficile da gestire, e un po' perché se fosse stata in un'altra città questa Lina avrebbe avuto la sua storia. E questo è probabilmente uno dei rimpianti che ci porteremo dietro>. Questo invece il ricordo su facebook di Luciano Melchionna: "Ciao Lina... mancavi ormai da tanto, ora più che mai. La mia folle, straordinaria, adorata e 'odiata' attrice e 'pigmaliona'... Grazie di tutto, davvero, ti porto con me sempre e per sempre".

Ci piace ricordare Lina Bernardi anche tra i bambini delle suore dell'Asilo San Marco da lei seguiti con generosità, nei primi anni Ottanta, nelle loro recite che poi approdavano sul palco dell'attuale Teatro Moderno. Latina ha perso oggi una delle sue figlie più famose, un'attrice rimasta sempre orgogliosa della sua appartenenza alla città di origine. Giungano ai figli Eleonora e Manuel, alle sorelle e a tutta la sua amata famiglia, le condoglianze di Latina Oggi.

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