L’inchiesta della Procura di Latina che ha portato alla richiesta d’arresto per Alessandro Agresti e i suoi prestanome e al sequestro preventivo del patrimonio per un valore di nove milioni di euro, poggia solide basi sulla scrupolosa attività di verifica documentale svolta dai carabinieri, che non ha risparmiato il parco auto delle società coinvolte nella gestione dell’autosalone VipMotors di via Mameli. Proprio tra le compravendite dei veicoli, spuntano legami con la mala apriliana, quella di un certo spessore, perché tra i possedimenti di una delle società controllate dall’imprenditore delle supercar spunta un suv acquisito dalla famiglia di Patrizio Forniti, capo indiscusso della mafia apriliana, poco prima che svanisse nel nulla con la moglie, entrambi latitanti fino alla cattura in Marocco di metà novembre.
La vettura in questione viene identificata come una Jeep che annovera uno storico dei proprietari alquanto sintomatico degli scambi fittizi architettati per alimentare gli affari della galassia Agresti, perché conta ben otto intestatari nel giro di due anni. Nei sette passaggi di proprietà successivi al primo acquisto, figurano due diverse società tra quelle controllate dal quarantenne specializzato nelle vetture di lusso e una donna che l’ha acquistata due volte. Nello specifico questa Jeep compare, agli atti dell’inchiesta del sostituto procuratore Giuseppe Miliano, tra le 19 vetture possedute dalla società Vip Motors srl al momento del controllo dei carabinieri, ossia l’impresa della quale figura come amministratore Cristiano Di Nuzzo, ritenuto dagli inquirenti solo un prestanome, perché le intercettazioni rivelano che fosse Alessandro Agresti a condurre totalmente la gestione di quella come le altre compagini societarie del gruppo. Gli inquirenti rilevano poi che tutte le vetture possedute da quella srl erano state acquisite da un’altra società amministrata fittiziamente da Di Nuzzo, ossia la Luxury srl e in alcuni casi anche dalla CG srl intestata invece al padre di Agresti, anche lui ritenuto una “testa di legno” al servizio del figlio.
Nel caso di questa Jeep che ha cambiato otto proprietari tra il novembre 2023 e il febbraio del 2025, il secondo e il terzo intestatario sono Nabil Salami e Monica Montenero, rispettivamente genero e moglie di Patrizio Forniti. Il 23 gennaio del 2024 la donna vende questa macchina alla Luxury srl, quindi pochi mesi prima di rendersi irreperibile insieme al marito. Esattamente un mese dopo la Luxury vende questa Jeep a una donna, che oltretutto appare tra i vecchi proprietari di altre macchine della galassia di Agresti. Questa donna la vende a una società esterna al gruppo del quarantenne di Latina il 21 ottobre, ma è sempre lei a ricomprarla il 4 febbraio dello scorso anno per poi venderla il giorno 27 dello stesso alla Vip Motors srl con un valore di 20.000 euro.
È concreto il sospetto che tutti quei passaggi di mano dello stesso veicolo, servissero a simulare o gonfiare gli affari delle società, ma è singolare soprattutto che, prima di finire nel parco auto dell’autosalone di via Mameli, sia finito tra le vetture possedute dalla famiglia di Patrizio Forniti. Di questi come degli altri aspetti potrà fornire maggiori chiarimenti lo stesso Alessandro Agresti a partire da stamattina, essendo atteso davanti al giudice per le indagini preliminari Barbara Cortegiano, chiamata a valutare la richiesta di applicazione della misura cautelare per lui, la moglie, il padre e il tuttofare, sospettati di concorrere con lui nel trasferimento fraudolento di valori, per aggirare le misure di prevenzione patrimoniali, e nell’autoriciclaggio.