Il fatto
17.01.2026 - 08:14
L'ex sindaco di Aprilia, Antonio Terra
Lo scioglimento del Comune di Aprilia per infiltrazione mafiosa (a seguito dell’inchiesta Assedio) ha provocato ripercussioni sugli ex amministratori comunali coinvolti nella vicenda. Il Ministero dell’Interno, dopo la decisione presa ad aprile del 2025, ha infatti emesso dei provvedimenti di incandidabilità che allo stato attuale permangono nei confronti degli ex sindaci Lanfranco Principi e Antonio Terra. Quest’ultimo nei mesi scorsi ha impugnato la decisione tramite un ricorso al Tribunale Civile di Latina (sezione specializzata in materie elettorali), che a fine ottobre dello scorso anno ha confermato l’incandidabilità di Terra per due turni elettorali. La questione tuttavia non è ancora conclusa, visto che l’ex primo cittadino dal 2012 al 2023 ha presentato un reclamo alla Corte d’Appello, forte anche del giudizio espresso dal Tribunale di Latina nei confronti dall’altra ex amministratrice coinvolta nell’inchiesta Assedio: l’ex assessore ai Lavori Pubblici Luana Caporaso. Nei suoi confronti il collegio ha dichiarato la candidabilità alle prossime elezioni amministrative, anche in questo caso ancora non si può parlare di ultimo atto visto che avverso a questo pronunciamento potrebbe ricorrere il Ministero dell’Interno.
Le posizioni dei tre ex amministratori comunali nell’inchiesta Assedio sono diverse, più grave è quella di Lanfranco Principi, agli arresti domiciliari da luglio 2024 e attualmente a processo per concorso esterno in associazione mafiosa e scambio politico elettorale, in quanto ritenuto l’anello di collegamento in Comune con il gruppo criminale guidato da Patrizio Forniti. Nell’indagine che ha portato agli arresti gli inquirenti sottolineano il suo interesse per evitare la costituzione di parte civile del Comune di Aprilia nel processo Gangemi, una costituzione che alla fine è arrivata ma solo dopo una pressante campagna mediatica.
Invece Antonio Terra e Luana Caporaso sono indagati in concorso (insieme allo stesso Principi) per turbativa d’asta in merito alla gara d’appalto del trasporto pubblico vinta dalla Nuova Tesei Bus. Secondo gli inquirenti avrebbero «pilotato» la gara per favorire la vittoria della ditta. La fase delle indagini si è conclusa con la comunicazione della chiusa inchiesta, ora dunque l’organico inquirente dovrà decidere se procedere o meno.
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