Lo scorso maggio la sentenza di condanna nei confronti di Marcu Dragos Daniel è diventata definitiva: otto anni per violenza sessuale su una minore. I giudici della terza sezione della Corte di Cassazione, presidente Aldo Aceto, avevano pronunciato il ricorso avverso la sentenza della Corte d’Appello di Roma emessa il 16 ottobre del 2024. L’uomo di 33 anni di origine romena, difeso nel procedimento dall’avvocato Adriana Anzeloni, nel maggio del 2023 violentò una minore del capoluogo pontino, i fatti in un sito abbandonato alle porte della città: nell’area dell’ex Intermodale a Latina Scalo. La condanna definitiva è di sette anni e quattro mesi. In primo grado il gup del Tribunale di Latina Giuseppe Cario aveva condannato l’imputato (che aveva scelto il rito abbreviato) a nove anni e quattro mesi, una condanna ridotta in Appello otto anni e cinque mesi. Nelle motivazioni i giudici della Suprema Corte hanno ripercorso una parte di quella drammatica notte. «La vittima tra le 20,30 e le 00,10 circa - uno spaccato temporale in cui entro il quale è possibile collocare l’intera fase della condotta criminosa - è stata costretta, con violenza a salire a bordo dell’auto che aveva condotto piangendo e chiedendo di poter tornare a casa, fino ad un luogo a lei sconosciuto e isolato, indicatole dall’imputato, dove la violenza sessuale è stata consumata ed è stata trattenuta anche successivamente, contro la sua volontà - è riportato nelle motivazioni della sentenza - fino a che l’imputato non l’ha lasciata, coi vestiti laceri e infangati, senza scarpe facendo perdere le proprie tracce». L’adolescente era rimasta traumatizzata per quello che era avvenuto: era stata attirata in una trappola mentre era insieme ad un amico su una minicar. La giovanissima era andata in un sito dismesso dove aveva incontrato l’imputato che prima ha aggredito e poi picchiato il giovane amico della 17enne abusando di lei. Erano stati gli agenti della Squadra Mobile a sorprendere nel sonno il 33enne, arrestato alcune ore dopo. «La sua personalità è violenta e spregiudicata», aveva scritto nell’ordinanza di custodia cautelare il gip Mario La Rosa che aveva emesso un provvedimento cautelare nei confronti dell’uomo, ritenendo quella del carcere la misura più idonea per le gravissime condotte contestate. La Cassazione aveva ridotto la condanna per Dragos che è sempre detenuto in carcere, rideterminando la pena. Proprio nei giorni scorsi il 32enne era imputato in un altro procedimento penale che si è celebrato in Tribunale per aver stalkerizzato e maltrattato una donna con la quale ha avuto una relazione sentimentale. Era stata drammatica la deposizione della parte offesa, tra le lacrime ha detto di essersi sentita manipolata. «Sei la mia donna non devi parlare, sembrava a volte che avesse il demonio dentro», aveva raccontato.