Cerca

Le reazioni

Campo Falasche vandalizzato, coro di condanna ad Anzio: “Non arretreremo sulla legalità”

Dure reazioni di politica e associazioni dopo l’atto intimidatorio al Falasche: Bonafoni (Pd) e Coordinamento Antimafia chiedono fermezza e indagini rapide

Campo Falasche vandalizzato, coro di condanna ad Anzio: “Non arretreremo sulla legalità”

Sdegno, preoccupazione e una presa di posizione netta a difesa della legalità. L’atto vandalico che ha colpito il campo sportivo Falasche, avvenuto a pochi giorni dalla conclusione dei lavori di messa in sicurezza, ha suscitato una forte reazione da parte delle istituzioni e delle realtà impegnate nella tutela dei beni comuni.

A intervenire è stata la consigliera regionale del Lazio e coordinatrice della segreteria nazionale del Partito Democratico, Marta Bonafoni, che ha definito quanto accaduto “un fatto di estrema gravità”. Secondo Bonafoni, l’episodio non è un semplice atto vandalico, ma un attacco diretto al percorso di restituzione dei beni pubblici alla collettività, avviato dopo anni di utilizzi impropri.

“Gli interventi di messa in sicurezza e la chiusura degli accessi erano scelte necessarie per ricondurre l’impianto entro un quadro di legalità e trasparenza – ha dichiarato –. Gli atti intimidatori sono il segnale di una reazione a un percorso che incide su interessi estranei al bene pubblico”.

Parole che sottolineano la necessità di non arretrare. “È fondamentale che le istituzioni restino ferme e riconoscibili – ha aggiunto – perché la legalità non è un principio astratto, ma una responsabilità concreta verso le comunità e i territori”.

Durissima anche la condanna arrivata dal Coordinamento Antimafia Anzio Nettuno e dalla Rete NoBavaglio, che parlano apertamente di “atto intimidatorio” e di “messaggio violento e deliberato”. Secondo le due realtà, la distruzione del tramezzo all’ingresso degli spogliatoi e il danneggiamento degli spazi comuni, probabilmente con l’uso di un martello pneumatico, rappresentano un chiaro segnale contro le istituzioni e contro la cittadinanza.

“Colpire il Falasche significa colpire un luogo simbolo – si legge nella nota – un bene pubblico che è stato al centro dello scioglimento del Comune per condizionamenti della criminalità organizzata e che solo recentemente è stato restituito alla collettività dopo anni di illegalità e occupazioni abusive”.

Per il Coordinamento Antimafia e la Rete NoBavaglio, l’episodio dimostra come il ripristino della legalità continui a disturbare chi ha beneficiato a lungo dell’assenza di regole. Da qui il pieno sostegno al sindaco Aurelio Lo Fazio per la denuncia presentata e per la linea di fermezza assunta dall’amministrazione comunale.

“Anzio e Nettuno non possono e non devono tornare indietro – concludono –. Chi pensa di governare il territorio con la paura ha sbagliato città”. L’appello finale è a indagini rapide e approfondite, affinché vengano individuati non solo gli esecutori materiali, ma anche eventuali mandanti.

Un episodio che riaccende l’attenzione su un luogo e su un territorio dove la difesa dei beni comuni e della legalità resta una sfida quotidiana, ma anche un impegno condiviso da una parte sempre più ampia della comunità.

Edizione digitale

Sfoglia il giornale

Acquista l'edizione