Nuovo rinvio. Slitta la prima udienza del processo che vede imputato l’ex giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina Giorgia Castriota che deve rispondere del reato di corruzione. Insieme a lei è imputato il professionista Silvano Ferraro, con il quale l’ex magistrato ha avuto una relazione sentimentale, ritenuto dagli inquirenti l’anello di congiunzione nel patto corruttivo. E’ imputata anche l’imprenditrice Stefania Vitto.
Stralciata la posizione di Stefano Evangelista, per lui c’è la messa alla prova. Ieri mattina in Tribunale a Perugia (competente per i reati che vedono come parti offese o imputati i magistrati) il dibattimento non si è celebrato: il Presidente del Collegio Penale in passato quando l’inchiesta era in fase di indagini preliminari, era stato al Tribunale del Riesame di Perugia e si era pronunciato sulla richiesta di scarcerazione del magistrato e anche degli altri indagati.
In aula si torna il prossimo 11 marzo, a distanza di quasi tre anni da quando erano state emessi i provvedimenti cautelari firmate dal gip Natalia Giubilei del Tribunale di Perugia che aveva accolto le risultanze investigative del pubblico ministero Gennaro Iannarone e del Procuratore Raffaele Cantone che in occasione della notifica dei provvedimenti restrittivi venne a Latina. Per l’ufficio giudiziario di piazza Bruno Buozzi era stata una bufera giudiziaria. La stanza del magistrato era stata sequestrata dagli investigatori della Guardia di Finanza. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Leone e Paolo Zeppieri, Gian Luca Tognozzi, Giulio Liscio, Salvatore Volpe, Umberto Sanzari. Anche davanti al Tribunale del Riesame le accuse avevano pienamente retto. Il giudice Castriota e Silvano Ferraro erano finiti in carcere e in un secondo momento avevano ottenuto gli arresti domiciliari. Nel processo si sono costituite parti civili: la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero della Giustizia, rappresentati dall’Avvocatura dello Stato, la richiesta di costituzione di parte civile era stata presentata dall’imprenditore Fabrizio Coscione che aveva presentato una denuncia facendo scattare l’inchiesta nel 2022. In base a quanto sostenuto dagli investigatori il giudice Giorgia Castriota all’epoca dei fatti contestati avrebbe ricevuto somme di denaro e regali da alcuni amministratori giudiziari nominati per gestire società finite sotto sequestro. Sono state molte le tappe del processo: la prima udienza preliminare risale al 16 ottobre del 2024. Le accuse ipotizzate a vario titolo nei confronti dei presunti responsabili sono: corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, corruzione in atti giudiziari e induzione indebita a dare o promettere utilità. Nel corso di un’intervista rilasciata quasi un anno fa all’agenzia La Presse, l’ex giudice aveva parlato della sua vicenda giudiziaria e personale: «Nessuna traccia di soldi o regali a mio favore. Sono venuti a casa mia - aveva dichiarato al microfono - cercando chissà quali soldi e gioielli perchè il mio fidanzato dell’epoca che era coadiutore dell’amministratore giudiziario millantava al telefono cose di cui nemmeno ero a conoscenza e che hanno fatto ritenere alle autorità che vivessi al di sopra delle mie possibilità», aveva aggiunto. Tra meno di due mesi si torna in aula.