Sgombero con beffa, il Comune paga l'albergo alla famiglia che deve all'ente oltre 100.000 euro
Offerta una sistemazione alle donne che rifiutavano di lasciare la casa di viale Le Corbusier. L'ente chiede loro l'indennità per avere occupato dal 2012 la parte abusiva
Hanno sempre rifiutato una soluzione alternativa per lasciare la casa che da decenni impedisce di completare viale Le Corbusier eliminando la deviazione del percorso all’altezza dell’incrocio con via Zanetti chiamato “collo d’oca”. Poi si sono rifiutati di demolire la parte abusiva dell’immobile violando l’ordinanza di ripristino dei luoghi datata 2006 e hanno ignorato il provvedimento con il quale, nel dicembre del 2012, il Comune aveva acquisito al proprio patrimonio gli abusi edilizi rimasti dov’erano. E infine ieri mattina, nonostante il preavviso per le operazioni di sgombero organizzate dalla Questura in forza di una procedura esecutiva, volevano rifiutarsi di lasciare l’immobile destinato all’abbattimento per portare a termine, finalmente, l’opera di completamento dell’asse viario che costeggia il Centro Direzionale del capoluogo con la realizzazione di una rotatoria. C’è voluta una paziente trattativa durata quasi dieci ore per convincere gli eredi del vecchio proprietario, vale a dire un’anziana donna e le tre figlie che vivono con lei, più il figlio che risiede altrove ma ieri si è aggiunto a loro: il risultato raggiunto intorno alle ore 18 ha il sapore della beffa, perché hanno preteso una sistemazione temporanea sostenendo di non avere un posto dove andare e di non avere redditi, a parte la pensione della madre. Proprio così, una barzelletta tutta italiana: il Comune ha dovuto pagare loro l’albergo per alcuni giorni per convincerli a lasciare l’edificio, sebbene l’ente abbia chiesto loro circa 100.000 euro per avere occupato dal 2012 la metà abusiva della casa, confiscata per il mancato abbattimento. Vale a dire 651 euro moltiplicati per 160 mensilità. Una somma alla quale vanno aggiunte diverse tasse e le spese per la demolizione, che si compensa solo in parte col rimborso riconosciuto loro per l’esproprio della porzione regolare della casa. Per l’occasione la Questura aveva organizzato un servizio di ordine pubblico che ha coinvolto perso nale di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale, oltre a Vigili del Fuoco, tecnici di Enel e Italgas, soccorritori e veterinari per la presenza di animali domestici. Erano pronti a intervenire con le maniere forti, ma hanno cercato in tutti i modi di convincere gli espropriati a lasciare spontaneamente l’immobile. Sebbene questi abbiano cercato di contestare la mancata notifica degli atti a uno degli eredi e chiedessero di attendere l’esito degli ultimi ricorsi al Tribunale Amministrativo. In realtà, con il loro atteggiamento reiterato nel tempo, hanno complicato una vicenda di per sé ingarbugliata, perché una parte della casa, legittimata da un vecchio permesso di costruire, era destinata all’esproprio, ma l’altra metà era abusiva e ormai era passata al patrimonio comunale per la mancata demolizione. In Comune, in ogni caso, hanno cercato di essere comprensivi, come testimoniano le parole di Matilde Celentano, sindaco di Latina: «È stata una giornata particolarmente impegnativa e carica di apprensione. L’amministrazione comunale ha operato con la massima attenzione, con responsabilità e particolare sensibilità, garantendo la presenza dei Servizi sociali e di tutte le strutture competenti, affinché nessuno venisse lasciato solo in un momento delicato come questo. Alle ore 14 le persone presenti nell’immobile oggetto di sgombero hanno chiesto qualche ora di tempo per organizzarsi a lasciare l’edificio. Nel frattempo il Comune ha messo a loro disposizione una sistemazione alberghiera, in attesa di una soluzione idonea al caso. I Servizi sociali restano a disposizione per accompagnare questo passaggio scrupolosamente e con la massima attenzione. L’obiettivo è procedere con il completamento di viale Le Corbusier per restituire alla città la piena funzionalità di un’arteria fondamentale, migliorando il deflusso del traffico e la qualità urbana della zona, nel rispetto delle regole e delle persone. Oltre alle forze di polizia, ringrazio gli uffici dei dipartimenti Servizi sociali, Patrimonio e Lavori pubblici per l’impegno prestato in questa vicenda che si trascinava ormai da molti anni».