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Il fatto

Fallimento Meccano e Agv, respinto il ricorso in Appello

L'azione risarcitoria della curatela nei confronti di Veneruso non è stata accolta

Fallimento Meccano e Agv, respinto il ricorso in Appello

Ricorso respinto dai giudici del Tribunale della sezione specializzata delle Imprese della Corte d’Appello di Roma relativo all’azione di responsabilità delle curatele della Meccano e dell’Agw per il fallimento delle due aziende. La curatela aveva presentato appello avverso la sentenza di primo grado  emessa nel gennaio del 2021 dal Tribunale civile delle Imprese di Roma,  chiedendo la riforma della sentenza e l’accoglimento del ricorso.  Entrambe le curatele chiedevano oltre cento milioni di euro ad Alberto Veneruso, la moglie Giuseppina Pica e il commercialista Giorgio Di Mare che avevano invece  chiesto il rigetto e l’inammissibilità del ricorso, sulla scorta dell’infondatezza delle tesi attoree. Nel caso di Meccano - come riportato nell’atto di appello della curatela - sono state contestate: «una pluralità di condotte, ideate ed ispirate dal Di Mare e poste in essere dal Veneruso con  la collaborazione della Pica (sua moglie) con cui era stato realizzato un sofisticato  reticolo societario estero per schermare e sottrarre a qualsiasi futuro recupero esecutivo  l’ingente patrimonio mobiliare e immobiliare dei soggetti coinvolti (Veneruso e Di Mare) nelle

azioni di responsabilità».
Sono assistiti nel procedimento civile  dagli avvocati  Antonio Briguglio,  Amanda De Cosmo, Giuseppe Fevola.   Nei giorni scorsi la sezione specializzata in materia di impresa -  presieduta dal giudice Benedetta Orsetta Thellung de Courtelary e composta dai magistrati Marina Tucci e Mario Montanaro -  si è espressa e ha respinto la domanda (accogliendo solo in parte l’appello di Meccano in fallimento)  e ha confermato la sentenza di primo grado,  condannando le curatele a pagare le spese legali che complessivamente (tra primo grado e processo in Appello) arrivano a quasi mezzo milione di euro.  Nel caso del fallimento di Agw l’azione risarcitoria puntava nella richiesta alla condanna per Veneruso e Di Mare al risarcimento del danno per un importo pari a oltre 53milioni di euro. L’Agw era stata dichiarata fallita dal Tribunale di Latina il 10 maggio 2012 con sentenza confermata anche in Appello. La richiesta era quella di condannare in solido - secondo le rispettive responsabilità - al risarcimento del danno.

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