Il fatto
25.01.2026 - 08:00
Ricorso respinto dai giudici del Tribunale della sezione specializzata delle Imprese della Corte d’Appello di Roma relativo all’azione di responsabilità delle curatele della Meccano e dell’Agw per il fallimento delle due aziende. La curatela aveva presentato appello avverso la sentenza di primo grado emessa nel gennaio del 2021 dal Tribunale civile delle Imprese di Roma, chiedendo la riforma della sentenza e l’accoglimento del ricorso. Entrambe le curatele chiedevano oltre cento milioni di euro ad Alberto Veneruso, la moglie Giuseppina Pica e il commercialista Giorgio Di Mare che avevano invece chiesto il rigetto e l’inammissibilità del ricorso, sulla scorta dell’infondatezza delle tesi attoree. Nel caso di Meccano - come riportato nell’atto di appello della curatela - sono state contestate: «una pluralità di condotte, ideate ed ispirate dal Di Mare e poste in essere dal Veneruso con la collaborazione della Pica (sua moglie) con cui era stato realizzato un sofisticato reticolo societario estero per schermare e sottrarre a qualsiasi futuro recupero esecutivo l’ingente patrimonio mobiliare e immobiliare dei soggetti coinvolti (Veneruso e Di Mare) nelle
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