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Finto medico pedofilo, la reazione del sindaco di Fondi

Un ringraziamento va all’intero comando provinciale e a tutti coloro che hanno cooperato per portare a termine l’operazione

Finto medico pedofilo, la reazione del sindaco di Fondi

Il sindaco di Fondi Beniamino Maschietto esprime apprezzamento per l’operazione condotta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina e per le indagini sul campo della Compagnia di Fondi. L’attività ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Roma, nei confronti di un uomo residente a Fondi. L’indagato è gravemente indiziato dei reati di esercizio abusivo di una professione, adescamento di minorenni, pornografia minorile e detenzione o accesso a materiale pornografico.

 

«Come ho detto in più occasioni – ha commentato il primo cittadino Beniamino Maschietto – sicurezza non è solo combattere e contrastare i furti, è anche ma non soltanto questo. A distanza di qualche giorno dall’intervento del Capitano Edoardo Gaglione in un incontro dedicato proprio alla prevenzione e alla sensibilizzazione dei giovani, che ho apprezzato moltissimo, arriva questa operazione che ha sventato uno dei crimini più odiosi per la società e la popolazione perché colpiscono i minori e i bambini, per antonomasia i più fragili e indifesi della comunità. Un ringraziamento va all’intero comando provinciale e a tutti coloro che hanno cooperato per portare a termine l’operazione. Come ha sottolineato il Capitano durante il convegno, del resto, le forze dell’ordine presidiano sempre il nostro territorio, ed è proprio quando apparentemente non si vedono che sono nel pieno dell’azione».

 

L’operazione si inserisce negli sviluppi di un’indagine di polizia giudiziaria svolta su delega della Procura della Repubblica di Roma. I finanzieri della Compagnia di Fondi hanno raccolto elementi su presunti reati commessi nei confronti di molteplici minori di sesso maschile residenti nella provincia di Latina. Le indagini hanno visto un rapporto fiduciario con le vittime e i genitori, supportato da accertamenti tecnici, acquisizioni di dichiarazioni e audizioni protette.

L’indagato, la cui identità non è stata resa nota per tutelare le vittime e il procedimento in corso, si trova ora in carcere. Il caso sottolinea l’importanza della prevenzione online e del lavoro capillare delle forze dell’ordine nel contrastare abusi su minori.

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