Dichiarano redditi da persone normali Alessandro Agresti e i suoi prestanome, destinatari delle misure cautelari emesse dal giudice per le indagini preliminari nell’ambito dell’inchiesta che contesta due episodi di autoriciclaggio e il trasferimento fraudolento dei valori. Ma scavando nei conti correnti del quarantenne venditore di auto di lusso e di sua moglie, gli investigatori dei carabinieri hanno trovato una sfilza di bonifici sospetti in loro favore. Un fiume di denaro che non trova riscontro nelle dichiarazioni formali dei loro redditi e che, secondo gli inquirenti, è sintomatico della capacità di Alessandro Agresti di gestire fondi di provenienza illecita.
Tra le movimentazioni finanziarie sospette i carabinieri individuano un totale di 98.300 euro che Alessandro Agresti ha incassato tra il luglio del 2020 e l’aprile del 2022 vendendo orologi di marca Rolex e Cartier. Tant’è vero che gli inquirenti osservano: «Tali operazioni, seppure tracciate mediante bonifici bancari, risultano ingiustificate alla luce della situazione reddituale e patrimoniale di Agresti, il quale, dagli accertamenti patrimoniali, non disponeva di fonti di reddito congrue per il possesso dei preziosi rivenduti».
Molte anomalie emergono anche spulciando il conto corrente della moglie, dove i carabinieri hanno trovato numerosi bonifici in suo favore da parte di società del gruppo e amici, ma anche da parte del marito stesso, per restituzione di presunti prestiti e persino dividendi non menzionati nella dichiarazione dei redditi. Nel settembre del 2024 ha ricevuto un bonifico di 160.000 euro per un prestito infruttifero e il giorno stesso ha emesso due assegni circolari, uno della stessa somma, l’altro per 76.000 euro. In un caso la donna ha ricevuto anche una somma da una società amministrata dal suocero.