E’ stato sentito giovedì pomeriggio, 5 febbraio, davanti al collegio penale, presieduto dal giudice Mario la Rosa, uno dei lavoratori impiegati nel settore della nautica che ha accusato di caporalato cinque persone.
Le vittime, secondo l’accusa, sono stati due giovani del Mali, che erano ospiti di un Cas a Fondi, pendente la loro richiesta di asilo politico.
Il centro di accoglienza straordinaria fu poi chiuso per gravi irregolarità riscontrate nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Latina. I due giovani del Mali dopo la chiusura cercarono un’occupazione sul posto e la trovarono presso un cantiere approdo al lido di Fondi. Il loro rapporto di lavoro non fu mai regolarizzato, venivano pagati in nero e la loro condizione era al limite del sopportabile. Dopo alcuni mesi si sono decisi a presentare una dettagliata denuncia ai carabinieri che hanno poi presentato una informativa per caporalato a carico di due imprenditori di Fondi e altre due persone di origine straniera. Ieri pomeriggio uno dei lavoratori ha raccontato cosa accadeva nella rimessa nautica, gli orari di lavori, i turni e le retribuzioni applicate.