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Il caso

Soldi, progetti, store e mazzette: bufera a Cisterna chiesti sei arresti

In sei indagati tra cui il consigliere comunale Monti e il dirigente De Vincenti per corruzione, ieri gli interrogatori preventivi

Soldi, progetti, store e mazzette:bufera a Cisterna chiesti sei arresti

La bufera giudiziaria si è abbattuta ieri mattina. Arriva un’altra inchiesta che prende la forma di un pentagono: soldi, mazzette, favori, promesse e progetti. E’ una nuova indagine per il territorio pontino.  Sempre per corruzione.  

Arriva a Cisterna.  La Procura e il pubblico ministero Valentina Giammaria hanno chiesto  gli arresti domiciliari nei confronti di politici, imprenditori, professionisti. Sono sei.  Chiesti gli arresti domiciliari per Renio Monti, consigliere comunale a Cisterna nella lista civica Conosco Cisterna e consigliere provinciale in via Costa con il Partito Democratico.  Stessa richiesta nei confronti del figlio l’architetto Domenico Monti, del dirigente all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici del Comune di Cisterna Luca De Vincenti, degli imprenditori Gabriele Califano, amministratore unico della Califano Carrelli e di David D’Ercole di Latina,  due imprenditori molto conosciuti.  Sono ritenuti i presunti responsabili di corruzione.  Indagati due funzionari del Comune di Cisterna  G.M e M.P., queste le loro iniziali.
Ieri mattina gli interrogatori preventivi in Tribunale davanti al giudice per le indagini preliminari Barbara Cortegiano che dovrà decidere. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Angelo Farau, Domenico Volante, Massimo Caria, Aldo Pomponi.   L’accusa è grave:  corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio  per dei fatti avvenuti tra il 2022 e il 2023.  
Sono due i binari dell’inchiesta come riportato nelle carte dell’indagine.  I  due funzionari del Comune di Cisterna insieme a Renio Monti, consigliere comunale e Presidente della commissione Urbanistica e quindi nella veste di pubblici ufficiali e Domenico Monti, titolare di uno studio di architettura e padre di Renio Monti  - secondo la prospettazione della Procura   -  hanno ricevuto soldi da David D’Ercole, legale rappresentate della 3Heads compiendo un atto contrario ai doveri di ufficio. In questo modo i due funzionari comunali hanno sollecitato D’Ercole a rivolgersi allo studio Monti per ottenere il via libera e di conseguenza l’approvazione di un progetto per realizzare una store, un centro di  vendita di media grandezza a Cisterna:  la zona individuata era quella in corso della Repubblica all’angolo con via delle Province.
Sempre secondo quanto ipotizzato  Renio Monti dopo aver accettato l’incarico per la realizzazione del progetto di D’Ercole da presentare in Comune ha offerto garanzie per l’approvazione. «Renio Monti dopo la firma in qualità di progettista ad un progetto sostanzialmente equivalente a quello predisposto da un altro architetto ma mai approvato, si è adoperato per far adottare la delibera di giunta del Comune di Cisterna». La data che gli inquirenti hanno segnato in rosso è quella del 17 ottobre del 2022 e porta ad una delibera:  la numero 268 che ha per oggetto: realizzazione di opere di urbanizzazione primaria per la realizzazione di un fabbricato a destinazione mista (commerciale - servizi privati) su aree ubicate all’interno del Ppe denominato il centro della città, presentato dalla società 3 Heads».
Domenico e Renio Monti hanno accettato - secondo le indagini -  la promessa di ricevere da D’Ercole 75mila euro, 20mila dei quali corrisposti e dissimulati in un corrispettivo a vantaggio di Renio e Domenico Monti.  «Soggetti a loro riconducibili per il pagamento di fatture che riguardavano un progetto di fatto realizzato da una altro architetto e da loro solo presentato al Comune di Cisterna: 2500 euro a vantaggio di Renio Monti - è riportato nel capo di imputazione -  7500 euro a vantaggio di una collaboratrice dello studio di architettura e 10mila euro a Domenico Monti».  Nell’altro capo di imputazione viene contestata una tangente di 40mila euro. In questo caso sono indagati per corruzione il Dirigente dell’Urbanistica Luca De Vincenti insieme all’imprenditore Gabriele Califano e all’architetto Eleonora Boccacci.
«De Vincenti in questo caso come pubblico ufficiale e la Boccacci collaboratrice di uno studio di architettura dove De Vincenti era socio, ricevevano da Gabriele Califano, amministratore unico e socio di maggioranza della Califano Carrelli - ha sostenuto la Procura -  40mila euro». I soldi sarebbero arrivati  una parte in contanti e un'altra sotto forma di parcella a fronte di due fatture emesse dall’azienda a vantaggio della Boccacci per interessi della società  - secondo quanto ipotizzato - e compiere atti contrari ai doveri di ufficio. In questo caso De Vincenti, si sarebbe messo a  disposizione di Gabriele Califano. «Ha ricevuto insieme alla Boccacci una somma di denaro per istruire, velocizzare e garantire l’approvazione dell’istanza di ampliamento del sito produttivo formulata dalla Califano Carrelli e predisposta da Eleonora Boccacci in concorso con Luca De Vincenti e protocollata dal Comune di Cisterna il 20 dicembre del 2021».
E’ emerso inoltre che De Vincenti si sarebbe adoperato per far approvare l’istanza con una delibera di giunta del Comune di Cisterna e in qualità di dirigente dell’Urbanistica ha apposto il parere favorevole di regolarità  con una omissione:  verificare la regolarità degli edifici esistenti.  «Consapevole dell’esistenza sul sito oggetto di istanza di ampliamento di manufatti abusivi, una circostanza che avrebbe precluso la possibilità di applicare una procedura semplificata». De Vincenti inoltre si sarebbe adoperato affinché il Comune di Cisterna adottasse la delibera del 17 gennaio del 2023 che ha per oggetto le linee guida e i criteri di valutazione degli interventi in variante al Prg per consentire alla Califano Carrelli di allargarsi e ampliare la superficie del 25% rispetto a quella esistente.
I fatti il 17 gennaio del 2023. Queste le contestazioni,  ieri gli interrogatori preventivi, sarà il gip a decidere se accogliere o respingere le richieste di arresto per corruzione.

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