L'evento
14.02.2026 - 12:30
Un prezioso sodalizio artistico che va avanti da tanti anni, quello che lega l’affabulatore romano Ascanio Celestini al fisarmonicista di Latina Gianluca Casadei, con il risultato di aver creato molti spettacoli toccanti e di qualità, con cui hanno girato in lungo e in largo i palcoscenici italiani. E continuano a farlo con successo, come nell’ultima fatica che ha debuttato ieri sera al Teatro Vascello di Roma, dall’emblematico titolo ‘Poveri Cristi’, e che sarà in scena nella prestigiosa sala capitolina fino al 22 febbraio. Sempre dalla parte dei cosiddetti ‘ultimi della classe’, gli umili ed emarginati, ai quali rendono giustizia dando loro voce e riscattando la loro dignità, come testimoniano le graffianti note di spettacolo di Ascanio Celestini: “L’idea di questo progetto è quella di trovare le parole per raccontare questi poveri cristi che non hanno una lingua per raccontarsi che non sia quella della pietà. E invece il narratore di questo spettacolo li racconta come santi perché ogni giorno fanno il miracolo di restare al mondo. Di essere i migliori del circondario. Ci sono tanti modi per raccontare questa classe sociale, ma la più rispettosa, per me, è quella che usa le loro parole. Così, in questi ultimi 10 anni, sono andato a intervistare (intervista significa ‘incrocio di sguardi’) i facchini eritrei che movimentano i pacchi nei magazzini della logistica sulla Tiburtina a Roma, il becchino del cimitero di Lampedusa, la donna che mostra la foto del ragazzo affogato nel naufragio del 3 ottobre 2013...”.
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