Sventato un altro furto nel cantiere dell'impianto fotovoltaico
L'intervento di guardie giurate Securitas Metronotte e poliziotti in strada Nascosa rovina i piani dei ladri a distanza di due notti dal primo tentativo
Andrea Ranaldi
17.03.2026 - 08:02
A distanza di due notti dal precedente tentativo fallito, i ladri sono tornati a fare visita al cantiere in corso per l’allestimento dell’impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, all’angolo tra strada Nascosa e via Isonzo. Ancora una volta, però, gli specialisti dei furti hanno dovuto fare i conti col dispositivo di sicurezza di cui è dotato l’impianto.
Quando i ladri hanno scavalcato la recinzione, infatti, i loro movimenti sono stati notati dall’operatore della centrale operativa dell’istituto privato di vigilanza Securitas Metronotte attraverso le telecamere della telesorveglianza, così è scattato l’intervento delle guardie giurate, oltre alla segnalazione al numero unico d’emergenza 112 che ha permesso alle pattuglie della Squadra Volante di convergere rapidamente sul luogo del tentativo di furto, alla ricerca dei ladri.
Insomma, l’intervento dei vigilanti dell’istituto Securitas Metronotte e dei poliziotti della Questura ha rovinato i piani alla banda di razziatori, che ha dovuto mollare tutto per scappare. Nel corso di un sopralluogo, infatti, era stato verificato che i soliti ignoti si erano introdotti nel cantiere per rubare attrezzature da lavoro professionali custodite all’interno di un deposito mobile. Più tardi quelle apparecchiature, per un valore complessivo di diverse migliaia di euro, sono state trovate nei pressi della recinzione, nel punto dove i banditi avevano scavalcato per fuggire.
Venerdì notte invece i ladri si erano introdotti nello stesso cantiere, ma nel tentativo di utilizzare un mezzo tipo “Merlo” dotato di braccio sollevatore telescopico. Anche in quel caso erano stati costretti a scappare prima dell’arrivo di guardie giurate e pattuglie della Squadra Volante, prima che fossero chiare le loro reali intenzioni: ovvero se fosse quel mezzo l’obiettivo dei soliti ignoti, oppure se servisse loro per compiere un altro furto o magari caricare, su un veicolo idoneo, le bobine di cavi di rame depositate nel cantiere per i lavori di installazione dei pannelli fotovoltaici.