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Il caso

Folgorato nel cantiere, fissato il processo in Corte d'Assise: il 28 aprile

Nei confronti degli imputati contestato l'omicidio di Umberto Musilli, il corpo fu spostato

Folgorato nel cantiere, fissato il processo in Corte d'Assise: il 28 aprile

Umberto Musilli

Dopo il rinvio dello scorso febbraio è stata fissata per il 28 aprile 2026 davanti alla Corte d’Assise, presieduta dal Giudice Mario La Rosa, l’apertura del processo per la morte di Umberto Musilli, l’operaio deceduto dopo mesi di ospedale a seguito delle ferite da folgorazione riportate su un cantiere, ma tenute nascoste da chi lavorava con lui. Potrà così finalmente avere inizio il processo sui fatti avvenuti nel 2022, dopo la falsa partenza del mese scorso.

Il 17 febbraio 2026, infatti, presso il Tribunale di Latina, il Collegio Penale aveva preso atto della non competenza rispetto al reato contestato, rimandando il procedimento alla Corte d’Assise così come eccepito dall’avvocato Sezzi. Purtroppo quello non è stato l’unico intoppo di un processo che ha faticato a decollare, considerando che l’incidente, poi rivelatosi mortale, era avvenuto a Sonnino il 23 giugno 2022.

Musilli morì quattro mesi dopo l’incidente sul lavoro, in ospedale, dove non aveva mai ripreso conoscenza. Dopo la sua morte, su richiesta della famiglia, è partita quella che poi deflagrò come inchiesta Blackout. La tragica vicenda si svolse presso una ditta di logistica sita in località La Sassa, a Sonnino, dove erano in corso lavori edili risultati poi fuori legge. Lì lavorava in nero, insieme ad altri operai, anche Musilli.
Durante la gettata del cemento tramite autobotte, rimase folgorato a causa di una scossa elettrica partita dai cavi dell’alta tensione toccati dall’autopompa con cui si stava spruzzando il cemento stesso.
Invece di ricevere soccorso immediato, Musilli, in stato di agonia, venne trasportato fuori dal cantiere e gli vennero cambiate le scarpe. Accanto a lui venne poggiato il suo motorino per simulare un incidente stradale. E per le conseguenze di un incidente stradale si mossero i medici, che accolsero Musilli al Pronto Soccorso del Santa Maria Goretti.
Da questi fatti, dopo le indagini, sono scaturite le imputazioni per i reati di omicidio volontario e omissione dolosa delle cautele contro gli infortuni sul lavoro.
Ad aggravare la situazione degli imputati è la constatazione del medico legale, che ha messo nero su bianco come le possibilità di sopravvivenza di Musilli sarebbero state intorno al 95%. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Oreste Palmieri e Oliviero Sezzi mentre il responsabile civile citato assistito dall’avvocato Benedetto Paolo Faralli. I familiari della vittima si sono costituiti parte civile, ammessi come parte civile nel processo i sindacati Cgil e Filca Cisl, e l’Anmil, l’Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro, difesa dall’avvocato  Gabrielli.

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