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Il caso

Ai Casinò coi soldi delle frodi assicurative

Finti incidenti, chiusa l’inchiesta su una associazione criminale: 49 indagati

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Una cifra vicina ai 3 milioni di euro ottenuti come risarcimenti per lesioni e infortuni da incidenti stradali. Almeno 4 compagnie assicurative raggirate e indotte a pagare il non dovuto: Cattolica, UnipolSai, Vittoria e Allianz. I soldi ottenuti poi venivano destinati ad essere riciclati attraverso finte operazioni di compravendita di auto, circa 400mila euro, o per l’acquisto e per lavori in una serie di immobili (circa 900mila euro), ma non solo. Secondo quando accertato dai militari della Guardia di Finanza di Latina, una cifra intorno ai 220mila euro, sarebbe stata destinata al gioco d’azzardo e usata per acquistare fiches nei casinò di Venezia e Saint-Vincent.


Gli altri numeri della maxi inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Latina ed eseguita dai militari della Guardia di Finanza sono: 49, il numero degli indagati da Fondi a Frosinone, da Napoli a Monte San Biagio, da Caserta a Terracina e da Latina a Roma e a Padova; 10, come il numero dei soggetti accusati di far parte di una associazione criminale con base operativa in Fondi, finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di delitti di frode assicurativa, autocalunnia, falsità (materiale e/o ideologica) in atti pubblici fidefacienti, corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio e in atti giudiziari, falsa perizia, allo scopo di ottenere ingenti somme a titolo di risarcimento di danni sulla base di sinistri stradali artatamente costruiti e/o postumi inesistenti o fraudolentemente aggravati o ingigantiti.

Queste le accuse più gravi. C’è anche un altro dato, tragico. E’ quello relativo alla vicenda di un agente di Polizia finito nella rete delle fiamme gialle per il sospetto di aver dichiarato il falso come testimone di un incidente, che non è riuscito probabilmente a sopportare l’onta di essere indagato, e si è suicidato con l’arma di ordinanza.



Ai vertici della presunta associazione per delinquere, vi era una coppia, P.D.P. e L.C., titolari di una società di infortunistica stradale. Braccio destro di D.P., sarebbe Davide P., titolare di un poliambulatorio dove si sarebbero svolte gran parte delle visite e degli accertamenti inseriti nelle richieste di risarcimento. C’erano i due procacciatori di finte vittime dei sinistri: Rocco C. e Vito T. Uno dei medici compiacenti, fondamentali per sostenere le visite, ritirare le cartelle cliniche ecc. sarebbe Antonio Q , medico psicologo di Fondi.


Altro aspetto fondamentale, era quello di avere buoni, ottimi rapporti con le compagnie assicurative e, in particolare, con i dirigenti degli uffici competenti per la fase di definizione e liquidazione dei sinistri: R.G. con l’ausilio di J.S. e di D.T. che, però, è anche specializzato nell’individuare vere vittime di gravi incidenti di cui viene avvisato da infermieri, portantini o altro personale impiegato in ospedali o 118, a cui lui peraltro versa delle somme di denaro.

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