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Le riprese del film

Il thriller di Dario Argento, Alessio Boni in azione: Latina torna cinema

Ciak in Corso della Repubblica, auto in sgommata e corsa in divisa per l'attore

Il thriller di Dario Argento, Alessio Boni in azione: Latina torna cinema

Alessio Boni in azione (Foto di Roberto Silvino)

La città rallenta, osserva, trattiene il fiato. Poi improvvisamente accelera. Latina ieri è tornata a essere un set a cielo aperto, con una giornata di riprese intensa per “Carne della mia carne”, il thriller scritto da Dario Argento e diretto da Gabriele Altobelli. Non è più una novità vedere troupe e attori tra le strade del capoluogo, ma ogni nuova giornata di lavorazione aggiunge dettagli, atmosfera e curiosità, trasformando luoghi familiari in spazi di racconto.


La mattina si è aperta presso Cancellieri, dove Ilenia Pastorelli ha girato alcune scene. Qui il lavoro si è sviluppato in modo più raccolto, quasi silenzioso, ma non meno complesso. Tecnici, operatori e attori hanno costruito le sequenze con precisione, tra prove ripetute, pause per il controllo della luce e attenzione maniacale ai dettagli.


Il ritmo è rimasto alto per tutta la mattinata di giovedì 23 aprile, anche al cambio di scenario. Nel pomeriggio di giovedì 23 aprile il set si è spostato nel cuore della città, e con esso anche l’attenzione dei cittadini. Corso della Repubblica, davanti al Cinema Corso, è tornato a essere uno dei fulcri delle riprese. Qui si è concentrata la scena più dinamica della giornata.
Arriva Alessio Boni. Lo fa senza clamore, ma la sua presenza si avverte subito. Saluta, sorride ai curiosi, poi si immerge nel ruolo. Interpreta un ispettore di Polizia, e bastano pochi istanti per capirlo: postura, sguardo, concentrazione. Attorno a lui la troupe si muove rapida, quasi invisibile. Le luci vengono sistemate, la macchina da presa prende posizione, il regista dà le ultime indicazioni.


Poi il silenzio. Quello tipico del set, che non è assenza di suono ma concentrazione pura. Ciak, si gira. L’auto entra in scena. Una curva secca, il rumore delle gomme sull’asfalto, una frenata improvvisa. In pochi secondi la normalità del centro si rompe e lascia spazio alla finzione, che però appare incredibilmente reale. Boni parcheggia, scende di scatto, in divisa, e corre verso l’ingresso di un condominio. Il gesto è rapido, deciso, carico di urgenza.


Una sequenza breve, ma densa. Sufficiente a generare tensione, a suggerire che qualcosa è accaduto o sta per accadere. Chi guarda prova a ricostruire, a collegare i frammenti. Ma la scena resta sospesa, come deve essere.
Cosa è successo? Chi c’è dietro quella porta? È un inseguimento, un salvataggio, o l’inizio di qualcosa di più oscuro? Domande che restano senza risposta. Per ora.


Intorno, la città reagisce. I passanti si fermano, qualcuno si affaccia dai balconi, altri riprendono con il telefono. Si crea un piccolo pubblico spontaneo, curioso ma rispettoso, che osserva il lavoro senza interromperlo. È una partecipazione silenziosa, fatta di sguardi e attesa.


E in quel momento Latina cambia volto. Non è più solo uno spazio urbano, ma diventa racconto. Le sue strade si trasformano in traiettorie narrative, i palazzi diventano scenografie, ogni angolo può nascondere una storia. È questo uno degli elementi che continua a rendere il territorio interessante per il cinema: la capacità di adattarsi, di offrire profondità visiva senza perdere autenticità.


Le riprese proseguiranno anche nei prossimi giorni, coinvolgendo altre zone, tra cui viale Umberto I e via don Luigi Sturzo. Un lavoro che si muove in modo diffuso, alternando esterni e interni, sequenze d’azione e momenti più intimi. La città, nel frattempo, continua a convivere con il set, integrandolo nel proprio ritmo quotidiano.


Non è la prima volta, e probabilmente non sarà l’ultima. Ma ogni produzione lascia qualcosa: immagini, suggestioni, una diversa percezione dei luoghi. E mentre “Carne della mia carne” prende forma, Latina si racconta ancora una volta attraverso lo sguardo della macchina da presa, sospesa tra realtà e finzione, tra quotidiano e cinema.

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