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Il caso

Maltratta la compagna e la figlia: "Papà mi ha preso a calci"

La drammatica deposizione della minore che figura come parte offesa, il padre è agli arresti domiciliari

Maltratta la compagna e la figlia: "Papà mi ha preso a calci"

In alcuni momenti la testimonianza è stata molto drammatica e toccante. A sentire il suo racconto è come se avesse scattato una fotografia di quello che accadeva a casa e si è protratto per diversi anni in un vortice di violenza.  I maltrattamenti e le minacce sono andate avanti -  come ha riferito nel corso della sua deposizione -  fino al 2025.  «Una volta mi ricordo che papà mi ha dato un calcio alla costola sinistra e una altra volta invece ho preso un pugno sullo zigomo destro».  Parla da una sala del Tribunale di Latina, è una audizione in forma protetta con l’assistenza di una psicologa. Lei è una minore,  vittima di maltrattamenti in famiglia e lesioni da parte del padre. Sul banco degli imputati un uomo che si trova sottoposto alla misura degli arresti domiciliari a seguito delle gravi condotte contestate, ritenute seriali dalla Procura che ha chiesto l’emissione di un provvedimento cautelare.  La voce dell’adolescente in alcuni momenti è titubante come se stesse rivivendo la scena. E’ il Presidente del Primo Collegio Penale il giudice Eugenia Sinigallia,  a riformulare la domanda alla ragazzina che ha raccontato quello che ha vissuto e ha visto in famiglia.  


E’ l’ennesima storia di violenza che si consuma tra le mura domestiche tra alcol e prepotenze, minacce e schiaffi. Paura e ansia.  Un  incubo che - in base a quanto ricostruito dall’adolescente  -  è andato avanti per almeno due anni.  Il nucleo centrale del processo ieri ha riguardato la testimonianza proprio di una vittima: la minore.  Oltre all’adolescente l’altra parte offesa dei maltrattamenti  è anche la compagna dell’uomo. Sul banco degli imputati S.D.M., sottoposto ad una misura restrittiva per dei fatti che sono avvenuti in provincia di Latina fino al 2025.  Il racconto della ragazzina è stato a tratti molto crudo quando ha descritto i fatti con diversi particolari nonostante il trauma psicologico che ancora si porta dietro.  La figlia dell’uomo ha risposto alle domande del pubblico ministero Simona Gentile per dei fatti che si sono consumati vicino Latina. «Una volta ha detto a me e alla compagna che eravamo delle bastarde, e ci disse: “Vi ammazzo e vi darò fuoco”.  Un’altra volta invece ha lanciato il cellulare e i vestiti. «Tornava a casa sotto l’effetto dell’alcol almeno quattro volte a settimana e   ricordo - ha dichiarato la minore - che a volte mi ha picchiato dandomi degli schiaffi». E’ drammatico un’altra circostanza a leggere i fatti contenuti nelle carte dell’inchiesta quando la vittima - come era emerso nel corso delle indagini - è stata minacciata dal padre con un coltello alla schiena.

«Questo non lo ricordo ma molte cose le ho rimosse». Attualmente l’imputato è sottoposto alla misura restrittiva degli arresti domiciliari.  Il processo che è giunto alle battute finali è stato rinviato al prossimo 6 maggio.

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