Un po' Ciro Immobile, un po' Luis Alberto. Sarà per la sua innata fede laziale, ma... "se proprio la volete sapere tutta, vi dico Correa, un giocatore unico per me". Claudio Corsetti è questo ed altro. Soprattutto per quello che in questa stagione ha saputo regalare ai tifosi nerazzurri ed un Latina 1932, aggrappato alle sue giocate, ai suoi gol e ai suoi assist.
Che idea ti sei fatto della situazione? "I pensieri sono tanti, quello primario è di seguire le istruzioni che ci vengono date anche se non è facile stare chiusi in casa. Il pensiero poi va a tutte quelle persone che hanno perso i propri cari".
Si parla solo di professionisti, A, B e C. I dilettanti non vengono proprio presi in considerazione o quasi. Non pensi che sia inopportuno? "Sicuramente è inopportuno che i dilettanti non vengano menzionati. A dispetto di come ci chiamiamo, siamo dei professionisti perché viviamo la settimana come la si vive in C o in B. Purtroppo siamo in una categoria poco tutelata e ci sono ragazzi, me compreso, che fanno di questo un lavoro e non percepire rimborso per 3/4 mesi sarebbe un dramma". Come ti stai allenando? "Seguendo passo passo le istruzioni del professor Albarella, per fortuna ho un pezzo di giardino e riesco ad eseguire quasi tutto". Qual'è la vostra tabella di marcia? "Adesso è quella di seguire come ho detto il lavoro del prof, aspettando che ci vengano date delle indicazioni sul proseguo". Pensi cheil campionato di serie D sia finito qui? "il campionato di serie D è molto livellato, non ci sono partite semplici, ogni domenica l'avversario è ostico e scorbutico È un campionato dove le doti caratteriali e fisiche hanno un importanza rilevante, poi certo bisogna essere anche pratici del mestiere". La società strizza l'occhio ad un possibile ripescaggio: pensi sia fattibile? "Penso che il ripescaggio sia molto fattibile se le condizioni lo permettono. Latina è una piazza pronta a livello storico e infrastrutturale per i professionisti. Sarebbe bello poter disputare un altro anno un la serie C".