Il processo
20.01.2026 - 08:00
Ha chiesto la messa alla prova con lavori di pubblica utilità l’uomo imputato in un processo per aver scaricato rifiuti in via Vespucci a Latina. Ieri si è svolta l’udienza davanti al giudice monocratico Elena Sofia Ciccone del Tribunale di Latina L’imputato, S.R., queste le sue iniziali, è difeso dall’avvocato Stefano Iucci. I fatti contestati sono avvenuti il 17 settembre del 2023. Era stata la Procura di Latina a disporre la citazione diretta a giudizio nei confronti dell’uomo, individuato dagli agenti della Polizia Locale nel corso di una indagine lampo.
Secondo quanto ipotizzato ha effettuato un’attività di raccolta, trasporto e smaltimento di rifiuti pericolosi in mancanza della prescritta autorizzazione. Il presunto responsabile avrebbe utilizzato un autocarro e avrebbe scaricato 42 lastre di onduline e di rifiuti speciali pericolosi costituiti da un serbatoio, smaltiti in maniera illecita sulla carreggiata in via Vespucci a Latina, a poca distanza dal sottopasso. Nel procedimento penale la parte offesa è il Comune di Latina. Le indagini erano state condotte dalla Polizia Locale di Latina. Gli investigatori erano risaliti all’autore dell’abbandono delle lastre di eternit nel sottopasso chiuso per due settimane per motivi di sicurezza a causa della presenza dei rifiuti speciali pericolosi al centro della strada. Le indagini erano state coordinate dal sostituto procuratore Valentina Giammaria.
La svolta all’inchiesta dopo i primi accertamenti della Polizia Locale attraverso l’analisi dei filmati registrati dalle telecamere di video sorveglianza delle attività commerciali situate in via Vespucci. Sono stati gli impianti di video sorveglianza a consentire di risalire al mezzo e alla targa e in un secondo momento di inquadrare il conducente. Dai riscontri dei poliziotti è emerso che si trattava di un autocarro di proprietà di una società ma alla guida vi era un uomo che non era dipendente dell’azienda. L’abbandono delle lastre di eternit sulla strada aveva provocato una serie di disagi tra cui la prolungata chiusura del sottopasso dalla parte di chi proviene da via Piave. Il processo riprende il prossimo 8 giugno.
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