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L'intervento

La paura di crescere che frena Latina. Ora serve coraggio

Rifiuti e sicurezza sono problemi reali, ma non devono bloccare la visione di lungo periodo. Ci vuole la volontà di pensare in grande

La paura di crescere che frena Latina. Ora serve coraggio

Accanto a questo settore si è sviluppato negli anni anche un sistema industriale di primo piano, con aziende che esportano in tutto il mondo e con un comparto farmaceutico che rappresenta uno dei poli più rilevanti a livello nazionale.

A tutto questo si aggiunge un patrimonio turistico e ambientale che va dal litorale pontino alla Riviera di Ulisse, passando per parchi naturali e paesaggi che molte altre città italiane ci invidiano.


Insomma, Latina ha davvero tutto per essere una delle realtà più dinamiche del centro Italia.
Eppure, troppo spesso, il dibattito pubblico sembra concentrarsi più sulle polemiche che sulle prospettive.
Chi vive la città conosce bene alcune difficoltà quotidiane: il tema del decoro urbano, la gestione dei rifiuti, la manutenzione del verde, la qualità degli spazi pubblici e, in alcune aree, anche questioni legate alla sicurezza.
Sono problemi reali che meritano attenzione e risposte concrete.
Ma Latina non può limitarsi a rincorrere l’ordinario.
Ha bisogno soprattutto di una visione capace di guardare avanti.
Una città non cresce quando qualcuno vince e qualcun altro perde.
Una città cresce quando tutti comprendono che il bene della comunità viene prima di ogni appartenenza.
E oggi Latina ha davanti alcune occasioni importanti che non possono essere sprecate.
La prima riguarda le infrastrutture. Per troppo tempo questo territorio ha sofferto un isolamento logistico che ha frenato sviluppo e investimenti. Oggi si torna finalmente a parlare concretamente di opere strategiche che possono migliorare i collegamenti e aprire nuove prospettive economiche.


La seconda grande opportunità riguarda il turismo e la valorizzazione del territorio.
Latina è una città di mare e il suo lungomare potrebbe diventare uno dei luoghi più vivi e attrattivi del territorio, non solo nei mesi estivi ma durante tutto l’anno.
In questa prospettiva merita una particolare attenzione anche il futuro della Marina di Latina.
Il nostro lungomare e tutto il sistema della Marina rappresentano una risorsa straordinaria, non solo dal punto di vista turistico ma anche economico. In molte città italiane il rapporto con il mare è diventato uno dei principali motori di sviluppo, capace di generare lavoro, attrarre visitatori, sostenere attività commerciali e valorizzare il territorio.
Latina ha la fortuna di avere un litorale ampio e suggestivo, ancora ricco di potenzialità. Proprio per questo diventa fondamentale immaginare una visione chiara per la Marina, capace di coniugare tutela ambientale, qualità urbanistica, servizi e opportunità per le imprese.


In questo contesto meriterebbe maggiore attenzione anche il futuro del piccolo porto della Marina di Latina. Da anni esiste un progetto di ampliamento che potrebbe rappresentare un’opportunità importante per l’economia del mare e per le attività legate alla pesca e al turismo nautico. Eppure quel progetto è rimasto troppo a lungo nei cassetti, mentre il porto continua spesso a soffrire problemi di insabbiamento che creano difficoltà agli operatori e ai pescherecci che vi lavorano ogni giorno.
Latina ha il mare davanti, ma per troppo tempo lo ha tenuto alle spalle.
Il mare non è soltanto un elemento paesaggistico.
Può diventare uno dei principali motori di sviluppo della città.
Una città moderna deve saper valorizzare i propri spazi pubblici, creare occasioni di socialità, cultura, musica, eventi e intrattenimento sano per i giovani e per le famiglie.
Regole, controlli e sicurezza sono fondamentali e nessuno li mette in discussione. Ma allo stesso tempo una comunità non può vivere con la sensazione che ogni iniziativa debba trasformarsi in un percorso ad ostacoli.
Una città di mare non può avere paura di vivere.
Forse il punto da cui ripartire è anche il più semplice: costruire una visione condivisa per il futuro della città.
Latina non ha bisogno di rivoluzioni impossibili. Ha bisogno di alcune scelte chiare e concrete.
La prima riguarda proprio il rapporto con il mare e la valorizzazione del lungomare, della Marina e delle attività legate all’economia del mare.


La seconda riguarda il decoro urbano e la qualità della città. Una città più pulita, più curata e più ordinata è il primo biglietto da visita per i cittadini, per i turisti e per chi decide di investire sul territorio.
La terza riguarda la capacità di fare sistema. Latina ha imprese straordinarie nell’agricoltura, nell’industria e nel settore farmaceutico, ha un turismo in crescita e una posizione geografica strategica tra Roma e Napoli. Mettere in rete queste energie e costruire una collaborazione stabile tra istituzioni, imprese e territorio potrebbe trasformare davvero questo territorio in uno dei poli economici più dinamici del centro Italia.
Latina non ha bisogno di essere reinventata.
Ha solo bisogno di essere valorizzata fino in fondo.
C’è poi un altro appuntamento che può rappresentare una grande occasione per il futuro della città: il centenario di Latina.
Non si tratta semplicemente di una ricorrenza simbolica. Il Parlamento italiano ha approvato una legge dello Stato dedicata proprio alla celebrazione dei cento anni della città, istituendo la Fondazione “Latina 2032”, uno strumento pensato per promuovere iniziative culturali, progetti di valorizzazione del territorio e strategie di sviluppo che accompagneranno Latina fino al 2032.
È un passaggio storico importante. Per la prima volta in Italia una fondazione di questo tipo nasce direttamente da una legge nazionale, con risorse dedicate e con l’obiettivo di valorizzare la storia, l’architettura e il patrimonio culturale della città.
Proprio per questo il centenario non deve essere soltanto un momento celebrativo, ma una grande occasione per progettare il futuro.


Latina ha davanti una possibilità rara: utilizzare questo percorso per rafforzare la propria identità, attrarre investimenti, sviluppare turismo e cultura e costruire una visione moderna della città.
Sarebbe però un errore trasformare questa opportunità in una semplice operazione formale o in uno spazio di rappresentanza.
Una sfida così importante richiede idee nuove, energie nuove e una partecipazione ampia della città, soprattutto delle giovani generazioni.
Perché ogni città ha bisogno della memoria del proprio passato.
Ma ancora di più ha bisogno della capacità di immaginare il proprio futuro.
Queste riflessioni non vogliono essere una critica alla politica o alle istituzioni. Amministrare una città è complesso e richiede responsabilità, equilibrio e capacità di mediazione.
Ma proprio per questo è giusto dire con chiarezza che Latina merita una classe dirigente sempre più capace di fare squadra, di collaborare e di costruire una visione comune.
I cittadini non chiedono miracoli.
Chiedono una città più ordinata, più vivibile, più sicura, più capace di creare opportunità per i giovani e per chi lavora.
Chiedono stabilità, progettualità e ambizione.
Perché questa terra ha tutto: imprese, lavoro, mare, natura, bellezza.
Quello che serve ora è trasformare questa ricchezza in una visione condivisa di futuro.
Latina è una città giovane.
Ha appena cento anni di storia.
Ma davanti ha ancora tutto il futuro da scrivere.
Il vero rischio per Latina non è la mancanza di risorse.
Il vero rischio è abituarsi a pensare in piccolo.
Forse è arrivato il momento di fare un salto di qualità.
Di smettere di rimandare.
Di smettere di accontentarsi.
Di smettere di avere paura di crescere.
Perché Latina non è una città qualunque.
Latina è una città che può diventare molto più di quello che è oggi.
E il momento di crederci davvero è adesso.

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