L'intervista
11.11.2024 - 09:17
Matilde Celentano
‘Osare’ per arrivare al titolo di capitale della cultura sta aprendo alla città molte porte e anche se ancora mancano spazi adeguati per reggere il fermento di idee e associazioni locali l’amministrazione prosegue su una strada ormai tracciata. E’ quanto spiegano il sindaco Matilde Celentano e l’assessore Annalisa Muzio a commento del servizio pubblicato domenica da Latina Oggi sugli spazi per la cultura, un’occasione di riflessione per le politiche future alla vigilia di appuntamenti culturali importanti e di progetti già in itinere.
E ci stiamo riuscendo». «E’ stato - afferma il sindaco - molto doloroso per me, e per l’assessore Annalisa Muzio che mi ha affiancata attivamente in questo percorso e per l’architetto Cavallo, sentir parlare anche nella sede istituzionale del Consiglio comunale di ‘brutta figura della candidatura di Latina a Capitale italiana della cultura’, di ‘perdita di tempo’». Ma i progetti non si sono fermati: Latina, in quanto finalista del prestigioso concorso, ha partecipato alla masterclass ‘Cantiere città’ della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali. «Si tratta di un istituto internazionale per la formazione, la ricerca e gli studi avanzati nell’ambito delle competenze del Ministero della cultura, socio fondatore - spiega il sindaco - queste attività si concluderanno a L’Aquila, città vincitrice del titolo per l’annualità 2026, dal 13 al 15 novembre. L’amministrazione comunale sarà rappresentata dall’assessore Muzio». Parteciperà anche la “delegata junior”, Arianna Borrelli, selezionata attraverso un avviso pubblico di manifestazione d’interesse disposto, su indicazione della Fondazione, dall’assessore alle Politiche giovanili Andrea Chiarato. «Saranno giorni molto importanti, di confronto con le altre città finaliste, al termine dei quali potremo tirare le somme sulle prossime tappe di un circuito culturale già innescato e destinato a proseguire in parallelo con gli interventi al nostro Palacultura con i fondi del Fesr. Siamo consapevoli che la città rivendica spazi per l’offerta cultura che un associazionismo vivo vorrebbe rendere alla comunità. Ma stiamo pagando lo scotto di anni di incuria».
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