Si irrigidisce sempre di più il confronto tra la struttura tecnica del Comune di Latina e Abc, l’azienda speciale che gestisce il servizio rifiuti. Al centro dello scontro restano i bilanci: il consuntivo 2024 e il preventivo 2025-2026-2027, che a metà gennaio risultano ancora fermi, intrappolati tra rilievi tecnici, pareri negativi e responsabilità che continuano a rimbalzare da una parte all’altra. Una situazione di tensione che ormai non è più solo tecnica, ma chiaramente politica e amministrativa, e che chiama direttamente in causa il ruolo del sindaco. Proprio per provare a sbloccare l’impasse, ieri si è tenuto un incontro tra parte tecnica e parte politica, alla presenza anche del consulente giuridico del sindaco, Enrico Michetti (Anci). Un vertice arrivato dopo quello del 2 gennaio, in cui il Servizio finanziario del Comune aveva ribadito un netto diniego sia sul consuntivo 2024 sia sul bilancio preventivo. Nel corso della riunione di ieri, secondo quanto filtra, sarebbe stato il sindaco a chiarire la necessità di procedere comunque all’approvazione del bilancio preventivo, ora riferito al nuovo triennio 2026-2027-2028. Il nodo, però, resta politico prima ancora che contabile. Qualcuno deve assumersi la responsabilità delle assunzioni necessarie per attivare i servizi straordinari di pulizia più volte annunciati dal sindaco, in Consiglio comunale e nei confronti di Abc e dei lavoratori. Ma per farlo è indispensabile sbloccare i bilanci. Ed è qui che si crea l’ennesimo cortocircuito: nonostante l’approvazione di un emendamento da 134 mila euro destinato ai servizi straordinari, quelle risorse non possono essere impiegate in modo efficace. Le censure dei revisori A rendere il quadro ancora più complesso è arrivata, a fine anno, la nota “esplosiva” del Collegio dei revisori dei conti del Comune. Nel documento inviato il 31 dicembre dal presidente Tonino Del Giovine a sindaco, giunta e vertici di Abc, vengono segnalate gravi criticità nella gestione economico-finanziaria dell’azienda, perché secondo i revisori Abc avrebbe redatto i bilanci come una società di capitali, producendo utili indebiti, pur essendo per statuto e per legge (articolo 114 del Tuel) un’azienda speciale senza scopo di lucro, vincolata al pareggio di bilancio. Utili che deriverebbero non da entrate proprie, ma da trasferimenti comunali superiori ai costi reali del servizio, con ricadute dirette sull’aumento della Tari e un danno per cittadini e Comune, oltre alla tassazione degli utili a favore dello Stato. Nel mirino finiscono in particolare gli utili stimati: circa 500 mila euro nel 2024 e 600 mila euro nel 2025, ritenuti incompatibili con la natura dell’ente. Da qui la richiesta dei revisori di un intervento immediato per correggere i conti, riallineare i corrispettivi ai costi effettivi e rivedere anche i bilanci degli anni precedenti, nel tentativo di recuperare almeno parte di quanto pagato in più dai cittadini attraverso la Tari. La posizione di Abc A questa lettura Abc ha già opposto una posizione diametralmente diversa. Pochi giorni prima della fine dell’anno, il Cda aveva chiarito che gli utili contestati non rappresentano profitti, ma un risultato tecnico necessario a garantire l’equilibrio economico-finanziario dell’azienda speciale. Avanzi che non sono distribuibili e che devono essere reinvestiti nel servizio o utilizzati per coprire eventuali squilibri futuri. Secondo il Consiglio di amministrazione, i risultati positivi previsti per il 2024 e il 2025 non derivano da scelte discrezionali dell’azienda, ma da fattori esterni: la razionalizzazione dei servizi richiesta dal Comune, il rinvio degli aumenti contrattuali del personale e la rimodulazione dei corrispettivi comunali. In questa prospettiva, l’utile sarebbe il segnale di una gestione prudente. La riunione politica e amministrativa di ieri ha avuto un carattere interlocutorio, ma l’empasse resta evidente. Ed è su questo terreno che si gioca anche una parte importante del futuro dell’amministrazione comunale. Spetta al Comune riprendere in mano la regia, governare con fermezza il riordino dei bilanci e rafforzare il controllo su Abc, senza penalizzazioni improprie e senza scaricare tutte le colpe sull’azienda. Allo stesso tempo, non si può ignorare lo stato reale dei servizi che alimenta degrado e malcontento. Trovare un equilibrio tra conti ordinati e servizi efficienti non è più rinviabile. Servono scelte chiare, responsabilità politiche e una guida autorevole. Perché lo stallo sui bilanci e quello sulla raccolta dei rifiuti stanno ormai producendo lo stesso effetto: una città ferma, lasciata nel mezzo.