Riaffermare il pensiero liberale come base e presupposto della democrazia. E’ questo, in estrema sintesi, l’obiettivo dichiarato del Partito Liberaldemocratico che domenica 25 gennaio, nei locali de “La Scuderia” di Terracina alla presenza della segretaria regionale Giulia Candelori e del coordinatore locale Emilio Marigliani, ha dato vita al primo congresso provinciale nominando segretario provinciale Vincenzo Coccia. «C’è un pezzo d’Italia che non vuole arrendersi a questo artificioso bipolarismo al quale il PLD intende dare rappresentanza - ha spiegato Coccia -. L’esperienza maturata negli anni mi ha portato a prendere atto dei limiti di una politica spesso prigioniera di logiche ideologiche, di apparato o di corto respiro. Ho visto da amministratore quanto la mancanza di riformismo concreto, di attenzione all’efficienza dello Stato e di rispetto per chi produce e lavora possa frenare lo sviluppo dei territori».
Vincenzo Coccia, 61 anni, dal 2006 al 2014 aveva ricoperto la carica di consigliere comunale di Terracina, eletto prima nelle fila de La Margherita e successivamente confluito nel Partito Democratico in seguito allo scioglimento e fusione dei partiti DS e la stessa La Margherita. «Ho vissuto dall’interno le dinamiche dell’amministrazione pubblica e mi sono confrontato con i problemi concreti dei cittadini - ha spiegato -. Quell’esperienza ha rafforzato in me la convinzione che la politica debba tornare ad essere competenza, responsabilità e capacità di decidere, non mera gestione del consenso. Il PLD rappresenta oggi lo spazio politico in cui ritrovo una cultura liberale e democratica chiara, senza ambiguità; una visione riformista fondata su merito, responsabilità e libertà; la volontà di superare populismi e immobilismi. Il mio approdo al Partito Liberaldemocratico - ha concluso Coccia - non è una scelta occasionale, ma il risultato di un percorso politico e umano coerente. Credo in un partito che non promette tutto a tutti, ma che si assume la responsabilità delle scelte».
Per il PDL centrosinistra e centrodestra si sono estremizzati «e le culture riformiste vengono rinnegate con il tentativo di espellerle in nome di un pensiero unico arrogante e pericoloso».