Lo racconta la sua stessa vita: il percorso di Franco Battiato non rispecchia solo le tappe di una crescita artistica rivolta all’esterno quanto la ricerca interiore di un uomo che amava sperimentare e abbattere i luoghi comuni, sfidare le convenzioni e nel contempo ricercare il silenzio e la contemplazione sulle tracce di verità più grandi che riguardassero la natura umana e l’oltre. Creare un biopic ha rappresentato per il regista Renato De Maria (la sceneggiatura è di Monica Rametta) sicuramente una grossa scommessa quindi, anche irta di pericoli come sempre accade quando ci si confronta con una figura di alto spessore come quella del Maestro siciliano. Eppure, l’operazione sembra essere splendidamente riuscita, stando anche agli apprezzamenti che il film “Franco Battiato - Il Lungo viaggio” ha riscontrato in occasione dell’anteprima del 22 gennaio a Milano, da parte di un pubblico che ha riconosciuto in esso l’anima e lo spirito dell’artista anche grazie all’interpretazione resa dall’attore Dario Aita, decantata all’unisono e che ha convinto addirittura la critica più esigente. Se De Maria, proprio nell’occasione milanese, ha spiegato che l’opera rappresenta l’omaggio a una mente geniale che “ha lavorato sui linguaggi musicali in maniera incredibile” (un rivoluzionario e innovatore nel campo della musica, con soluzioni elettroniche pioneristiche per i tempi di allora), per Rametta il biopic è stata “l’occasione per un racconto capace di toccare corde non comuni”, come ha dichiarato all’Agenzia Ansa.
C’è grande attesa dunque per la proiezione speciale prevista il 2, 3 e 4 febbraio in molti cinema italiani, e tra di essi a Latina presso l’Oxer di viale Nervi, e a Frosinone nelle sale del Dream.
Distribuito da Nexo Studios, “Franco Battiato. Il lungo viaggio” è coprodotto da Rai Fiction e Casta Diva Pictures e ripercorre l’evoluzione di Franco dagli anni Settanta fino al successo pop e il ritorno alla terra di origine, passando dalla sua Sicilia a Milano, e attraverso importanti amicizie che segnarono la vita di Battiato, da quelle con Fleur e Juri Camisasca a quella con Giuni Russo e Giusto Pio, soffermandosi anche sul rapporto tra l’artista e la sua mamma. Non mancano le serate con Gaber e sempre in parallelo quel viaggio visionario che dal profondo del cuore si elevava verso il trascendente. Le musiche originali sono di Vittorio Cosma con Giuvazza Maggiore. Nel cast con Dario Aita, troviamo Elena Radonicich, Simona Malato, Ermes Frattini, Nicole Petrelli, Giulio Forges Davanzati, Anna Castiglia, Joan Thiele.
Intervistato su come ha affrontato l’impresa di “diventare” Battiato, Aita ha precisato alla stampa che “Franco Battiato non si diventa” e quindi non è accaduto questo quanto un incontro tra energie, partendo dal suono e tornando al suono.