L'intervista
27.01.2026 - 12:00
Cesare Bruni
Tra regole da riscrivere, equilibri politici da ricomporre e il peso simbolico (e concreto) del Centenario alle porte, il Consiglio comunale di Latina inaugura un nuovo snodo istituzionale. Con l’insediamento della Commissione consiliare Affari istituzionali e Centenario – presieduta dal capogruppo di Fratelli d’Italia Cesare Bruni – si apre una fase che intreccia tecnica amministrativa e visione politica: dall’aggiornamento di statuto e regolamenti, più volte finiti al centro di polemiche e interpretazioni controverse, al ruolo che l’aula consiliare intende giocare nel percorso verso il 2032 e nel rapporto con la Fondazione Latina 2032. Una commissione con voto ponderato dei capigruppo, che punta – nelle intenzioni – alla massima rappresentatività politica, ma che nasce già accompagnata da critiche, soprattutto sul fronte dei costi e dei gettoni di presenza. Sullo sfondo l’attesa che grava sulla Fondazione e sulla scelta dell’onorevole Zaccheo come presidente, tema che continua a dividere la città. In questa intervista, Cesare Bruni chiarisce obiettivi, metodo e ragioni politiche della nuova Commissione, rivendicandone la funzione istituzionale in un confronto che tocca il cuore del rapporto tra Consiglio comunale, Fondazione e futuro della città.
La nuova Commissione Affari istituzionali e Centenario nasce con l’obiettivo di aggiornare regolamenti e statuto: quali sono, concretamente, le priorità su cui interverrete?
La Commissione avrà anche un ruolo di raccordo con la Fondazione Latina 2032: che tipo di contributo politico e istituzionale può offrire il Consiglio comunale alle iniziative per il Centenario?
La commissione nasce inizialmente come affari istituzionali per l’aggiornamento delle carte fondamentali dell’ente. Nata la Fondazione grazie all’intuizione del senatore Calandrini e votata con il concorso di tutte le forze politiche, il consigliere Nazzareno Ranaldi propose la costituzione di una commissione consiliare per il centenario. Questa proposta ha visto il favore delle altre forze politiche e si è deciso di ampliare così le competenze della costituenda commissione proprio perché in questa sede tutte le forze politiche consiliari sono rappresentate. Il compito è quello di assegnare un ruolo anche al consiglio comunale, con sedute in cui sono rappresentate tutte le forze politiche, nel percorso verso il centenario fatto di proposte e di confronto anche con la fondazione.
Ci sono state polemiche per la scelta di Vincenzo Zaccheo come presidente. Qual è il suo pensiero?
Intanto, tengo che qualunque nome fosse stato proposto, avrebbe trovato sia favorevoli che contrari, poiché negli ultimi tempi è difficoltoso trovare una sintesi. Quando ci siamo confrontati sullo statuto della fondazione e sugli emendamenti proposti, un po’ tutte le forze politiche si sono dichiarate preoccupate che come Presidente venisse calato qualcuno da fuori e che sarebbe stato auspicabile una persona di Latina. Con tutto il rispetto per i nomi che sono circolati, ritengo che il curriculum dell’onorevole Zaccheo sia quello più poderoso. E mi sembra anche che si stia muovendo nel senso di cercare di includere tutte le forze culturali e politiche della città, senza preclusione alcuna. Credo che farà un buon lavoro e ho trovato alcune critiche frutto solo di pregiudizi.
Ogni volta che nascono nuovi organismi consiliari si riaccendono il dibattito e le polemiche sui costi della politica: c'è chi sostiene che questa Commissione non risponda a esigenze funzionali, ma solo a logiche di gettoni da incentivare, come risponde?
Chi ha fatto polemica sulla nascita di questa commissione, a maggior ragione se ha avuto esperienza amministrativa, evidentemente è ignorante circa il funzionamento delle commissioni. La legge stabilisce un tetto per i consiglieri comunali oltre il quale le presenze non danno più diritto al gettone. È chiaramente un falso problema che viene strumentalizzato per evidenti scopi politici. Ed è sbagliato perché alimenta quel fenomeno di antipolitica a danno non solo dei consiglieri comunali che sono poi quelli più a contatto con la cittadinanza e la cinghia di trasmissione dei bisogni e degli interessi all’interno dell’ente, ma a danno delle istituzioni stesse. E dico questo a tutela della dignità umana e politica e del lavoro di tutti i consiglieri.
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