Il punto
02.02.2026 - 12:00
La Fondazione per il Centenario di Latina dovrà essere un’istituzione realmente autonoma, credibile e inclusiva, fondata sul metodo, sulla competenza e sulla separazione tra politica e funzione pubblica.
A offrire un contributo in questa direzione è il capogruppo della Lista Celentano, Alessandro Porzi che spiega quanto questo concetto trovi applicazione proprio nella scelta di Vincenzo Zaccheo come presidente, chiamato a esercitare un ruolo di garanzia istituzionale capace di tenere insieme pluralismo, rigore storico e interesse generale, superando ogni logica di appartenenza e restituendo alla memoria della città il suo carattere pubblico.
«La presidenza – spiega - potrà esser da lui interpretata come: ruolo di coordinamento e garanzia, esercizio del metodo istituzionale e tutela dell’autonomia culturale della Fondazione. In questa chiave, l’imparzialità non è solo proclamata, ma praticata come disciplina del ruolo e la gestione della pluralità sarà un principio strutturale. La composizione pluralista degli organi della Fondazione riflette la scelta di assicurare la presenza di sensibilità culturali differenti senza che nessuna assuma carattere predominante. Sono convinto che Zaccheo abbia l’esperienza e la capacità per governare questa pluralità non come semplice equilibrio, ma come condizione necessaria alla credibilità dell’istituzione, garantendo pari dignità alle posizioni, libertà di confronto e centralità del rigore storico e scientifico».
Per Porzi uno degli elementi qualificanti della sua presidenza potrà essere la separazione tra politica e funzione istituzionale: «Nessuna iniziativa dovrebbe essere orientata da logiche di appartenenza, né i progetti piegati a finalità identitarie. In questo modo la Fondazione potrà diventare ciò per cui è nata: un luogo pubblico di elaborazione culturale, non uno spazio di contesa ideologica».
«Il presidente designato- prosegue ancora - potrà inoltre declinare sul territorio la propria esperienza e la propria visione come valore aggiunto, come già avvenuto in passato con interventi che hanno lasciato un segno: dall’ex Svar, oggi avviato a una nuova funzione attraverso un piano di zona, all’impulso dato all’Università di Latina, che nei suoi mandati ha consolidato numeri e qualità della formazione; dall’acquisizione dell’ex Garage Ruspi al patrimonio comunale, inizialmente destinato all’arte moderna e contemporanea e oggi sede universitaria, fino alla pista ciclabile che collega il centro al mare, ancora tra le opere più utilizzate dai cittadini».
Nell’ambito delle celebrazioni per il Centenario di Latina per il consigliere «Zaccheo potrà interpretare la memoria storica come una responsabilità collettiva, affrontandola con rigore e rispetto delle fonti e restituendola alla comunità come patrimonio condiviso. La sua presidenza può dimostrare che l’imparzialità non cancella il passato, ma lo supera attraverso il metodo, l’equilibrio e il senso della funzione istituzionale».
«In questo quadro, - prosegue ancora - la guida della Fondazione per il Centenario di Latina non appare come una forzatura istituzionale, come qualcuno ha sostenuto, ma come una garanzia di serietà, pluralismo e rispetto del carattere pubblico della memoria. Una figura capace di tenere insieme concretezza e visione, passato e futuro, in un contesto cittadino che si prepara a un passaggio storico delicato e complesso».
Per il consigliere il filo rosso che deve guidare questo organismo è la competenza ed è nel solco di questo principio che si colloca anche la probabile nomina di Massimo Passamonti nel Cda come figura indicata dal Comune.
«Un professionista la cui storia e il cui profilo difficilmente possono essere ricondotti all’area politica del centrodestra. Una scelta che, se confermata, lascerebbe intendere come, almeno in questa circostanza, il criterio adottato non sia stato quello dell’appartenenza, ma quello della competenza, necessaria per affrontare le trasformazioni e le complessità di una città contemporanea come Latina, chiamata dal Centenario a immaginare un cambiamento funzionale, sociale e culturale».
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