Il fatto
04.02.2026 - 12:00
Un momento del consiglio, a sinistra Furlanetto, Coriddi e Galardo
Quasi venti le mozioni all’ordine del giorno, ma solo due quelle discusse nel consiglio comunale di ieri, entrambe respinte dall’Aula dopo un dibattito acceso. La prima mozione, presentata dalla consigliera del M5S Maria Grazia Ciolfi, riguardava la richiesta di sospendere ogni forma di collaborazione, partenariato o intesa tra il Comune di Latina, le sue società partecipate e lo Stato di Israele. L’atto è stato bocciato con 13 voti contrari e 7 favorevoli. Durissima la reazione dei gruppi di opposizione – che hanno parlato di una mozione “di diritto, di umanità e di responsabilità politica”, respinta dalla maggioranza rifugiandosi, a loro dire, nell’argomento della “non competenza del Comune”. Le opposizioni hanno rivendicato il ruolo degli enti locali nel decidere con chi collaborare e quali valori affermare attraverso i propri atti. In apertura dei lavori è intervenuta l’associazione “La scelta per Davide, Latina amica di Israele”, che ha distribuito, attraverso il presidente Lidano Grassucci, un volantino critico verso la mozione che ricordava come Israele abbia una densità di brevetti medici pro capite tra le più alte al mondo. Dalla maggioranza, i consiglieri Galardo e Bruni hanno ribadito l’inopportunità del tema in sede comunale, parlando di un vulnus istituzionale e sostenendo che un Comune non può assumere posizioni difformi dalla linea del governo centrale su questioni di politica estera. Bruni ha inoltre accusato il centrosinistra di strumentalizzare una tragedia internazionale per attaccare il governo. Respinta anche la seconda mozione su Acqualatina, con cui si chiedeva di ridefinire la posizione del Comune sull’aumento di capitale della società idrica. Lo scorso ottobre il Consiglio comunale aveva approvato all’unanimità un atto di indirizzo contrario all’aumento di capitale, mandato che, secondo le opposizioni, non sarebbe stato rispettato nell’assemblea dei soci, dove il Comune avrebbe avanzato una proposta giudicata tecnicamente impraticabile. Bellini (Lbc)ha parlato di un silenzio politico “vergognoso” su Acqualatina, sia Coriddi (FI) che catani (Noi Moderati) hanno ribadito la contrarietà a qualsiasi aumento di capitale e considerato tecnicamente inaccoglibile la proposta. Damiano Coletta (Lbc) ha denunciato la discrepanza tra il voto unanime del Consiglio e la posizione assunta successivamente dal Comune in assemblea dei soci. Bruni ha chiarito che la maggioranza non è mai andata in assemblea a dichiararsi favorevole all’aumento di capitale, «piuttosto ha cercato di sedersi al tavolo e lavorare per individuare una soluzione condivisa».
Edizione digitale
I più recenti
Ultime dalla sezione