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La denuncia interna all'amministrazione Celentano continua

Anche il settore Ambiente senza risorse. Addonizio: a rischio tutela e servizi

La denuncia interna all'amministrazione Celentano continua

Il tema delle risorse di bilancio torna al centro del dibattito politico cittadino come cartina di tornasole del modo in cui l’amministrazione costruisce – o rinvia – le proprie scelte strategiche. La programmazione, quando frammentata o priva di una visione coerente, finisce per indebolire proprio quei settori chiamati a governare il futuro della città. Ed è in questo contesto che si inserisce la critica di chi, come l’assessore Annalisa Muzio dall’interno della giunta, evidenzia con i numeri dell’urbanistica un’impostazione disorganica e poco lungimirante: nel 2026 previsti solo tremila euro per quest’area, al netto delle somme vecchie e già impegnate dagli anni precedenti.  Ma il problema riguarda  altri settori e anche l’assessorato all’Ambiente finisce sotto la scure di una programmazione di bilancio giudicata assente e frammentaria. L’assessore Franco Addonizio, interpellato sull’argomento, denuncia l’impossibilità non solo di pianificare nuovi interventi, ma persino di garantire la gestione ordinaria dei servizi, a causa di risorse azzerate o drasticamente ridotte rispetto alle richieste avanzate dall’ufficio. «Con i fondi assegnati non riesco a gestire l’esistente, figuriamoci a programmare», è il senso della posizione espressa dall’assessore, che ha chiesto formalmente al dirigente di rinnovare le richieste di stanziamento. Richieste che, per competenza del dirigente, sono state presentate anche agli assessorati al Verde pubblico e ai Servizi cimiteriali, ma che hanno trovato risposta quasi esclusivamente in una lunga serie di “zeri”. Mancano risorse persino per spese obbligatorie: quote associative, adempimenti annuali legati alla gestione dei rifiuti, contributi necessari per protocolli e certificazioni ambientali. Restano senza copertura fondi fondamentali per il completamento dell’isola ecologica di Latina Scalo, per il supporto specialistico e le consulenze ambientali, così come per le attività naturalistiche e di tutela del territorio: a fronte di una richiesta di 5mila euro, lo stanziamento è stato pari a zero.

Situazione analoga sul fronte del verde pubblico: nessuna risorsa per il trattamento dei pini (richiesti 150mila euro), per il censimento e la valutazione di stabilità del patrimonio arboreo (50mila euro), né per l’incarico professionale legato all’appalto della manutenzione. Anche i servizi cimiteriali restano senza fondi: zero euro per i servizi ordinari, per la progettazione, per le celle frigorifere e per gli incarichi tecnici necessari al funzionamento del settore.
Nel complesso, Ambiente e Verde pubblico avevano richiesto circa 250mila euro, mentre i servizi cimiteriali ne avevano chiesti 225mila. Tutte somme rimaste senza risposta. Una carenza che, secondo l’assessore, rischia di compromettere anche obiettivi strategici per la città, come il mantenimento della Bandiera Blu. Quote associative come quelle di Plastic Free e Agenda 2030 – poche centinaia o migliaia di euro – sono indispensabili per rispettare i parametri ambientali richiesti: senza di esse, e a fronte di una costa che per effetto dell’erosione già non naviga in buone acque, il rischio è perdere riconoscimenti e opportunità. La critica non è solo quantitativa, ma soprattutto di metodo. Nel mirino finisce il servizio finanziario e il modo in cui vengono operati i tagli: «Non si può procedere in maniera unilaterale, senza confronto con assessori e dirigenti», è la linea espressa. Prima di negare risorse o ridimensionare le richieste, sarebbe necessario valutare le ricadute concrete sui servizi. A questo si aggiunge, un vuoto strutturale nelle politiche delle entrate: alta evasione sulla Tari, criticità sull’Imu, assenza di una strategia capace di rafforzare il bilancio senza ricorrere a tagli indiscriminati. «Un sistema che, così impostato, finisce per scaricare le proprie debolezze proprio sui settori chiamati a garantire qualità della vita, tutela ambientale e servizi essenziali». Il quadro che emerge è quello di un’amministrazione che fatica a conciliare vincoli di bilancio e scelte politiche, lasciando assessorati chiave a operare senza strumenti. E se l’urbanistica è stata ridotta a tremila euro simbolici, l’ambiente rischia di essere governato con risorse insufficienti persino a rispettare gli obblighi minimi di legge.

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