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Il fatto

Forza Italia alza il muro: «Non siamo qui per alzare la mano»

La crisi politica continua: e ora il patto di fine mandato

Forza Italia alza il muro:  «Non siamo qui per alzare la mano»

La maggioranza di centrodestra vive una frattura ormai esplicita. Forza Italia, pur ribadendo di non voler aprire una crisi numerica, ha formalizzato nell’ultimo consiglio comunale un malessere politico che riguarda il metodo decisionale e la scarsa condivisione delle scelte, dalle nomine alle priorità amministrative.

li azzurri chiedono un “cambio di passo”, criticano alcuni settori come Ambiente e urbanistica, e sospendono la disponibilità incondizionata. Di fronte a questa posizione Fratelli d’Italia, con il capogruppo Cesare Bruni, ha replicato tracciando una linea netta: «Nessuno è indispensabile. Qui si viene per lavorare», chiarendo che l’aula consiliare non può diventare il luogo in cui regolare tensioni interne ai partiti. Un messaggio che punta a blindare la coalizione e a sottrarla alla spirale dello scontro. Ma la tensione resta e la replica di Forza Italia non si è fatta attendere.

l capogruppo Giuseppe Coriddi affida ai giornali una risposta durissima: “Prendiamo atto che al nostro ennesimo, quanto chiaro e costruttivo, appello al dialogo e alla condivisione, senza polemiche pretestuose o richiami a crisi politiche, la risposta del capogruppo di Fratelli d’Italia, Cesare Bruni, è stata “Nessuno è indispensabile. Qui si viene per lavorare” – esordisce Coriddi definendo quella di Bruni “una risposta distruttiva, che dimostra la volontà di non voler avviare un confronto risolutivo impostato sul metodo con chi è parte della stessa squadra di governo.

noltre, è una “sbavatura” dire proprio a chi, come Forza Italia, ha sempre dimostrato anche nei momenti più complessi, alto senso delle istituzioni e rispetto massimo dell’assise consiliare, che l’aula è il luogo in cui si deve lavorare. Lavorare nell’interesse dei cittadini, compito a cui come eletti siamo tutti chiamati, significa essere messi a parte delle decisioni che si intendono assumere e accettare il dialogo, almeno in democrazia».

 ancora: «Se qualcuno pensa che Forza Italia siede in aula per alzare la mano a comando, dando questa accezione al termine “lavoro”, si sbaglia. Ribadiamo che non è mai esistita e non esiste alcuna intenzione di spaccare la maggioranza. I numeri per governare ci sono anche senza Forza Italia, lo abbiamo sempre detto ed è un dato oggettivo. Per parte nostra c’è sempre stata la volontà di un confronto amministrativo su un metodo di lavoro condiviso, se altri della coalizione vogliono isolare Forza Italia o escludere il nostro partito dalla maggioranza ne trarremo le dovute, e legittime, conclusioni». Il punto di divergenza resta politico: Forza Italia rivendica rispetto e partecipazione alle scelte strategiche, avvertendo che il sostegno non potrà essere automatico senza un cambio di metodo.

Il patto di fine mandato
In questo clima la novità politica di questi giorni è il tentativo del centrodestra di scrivere un “patto di fine mandato” per mettere in sicurezza gli ultimi due anni e mezzo di consiliatura e ricompattare la maggioranza che sostiene la sindaca Matilde Celentano. Dopo i vertici tra i big dei partiti, il confronto si è spostato sul territorio per definire un documento con pochi punti qualificanti: manutenzioni, decoro urbano, cantieri Pnrr e soprattutto Abc. 

proprio sull’azienda dei rifiuti che si gioca la partita decisiva. I bilanci 2026-2027-2028 sono pronti per approdare in Consiglio e il passaggio tecnico diventa inevitabilmente politico. Forza Italia continua a sostenere la linea della liquidazione, la Lega mantiene una posizione più sfumata pur dichiarando lealtà alla coalizione.

oi Moderati ha dato disponibilità a verificare il contenuto del documento per trovare un accordo, ma pone un paletto chiaro: nessun via libera a un’intesa che metta nero su bianco la liquidazione di Abc, avendo sempre difeso la continuità dell’azienda. La linea dell’amministrazione, almeno allo stato, sembra orientata a proseguire con Abc, anche per dare seguito agli atti già approvati dal Consiglio.

a il documento che dovrebbe rilanciare la coalizione deve prima trovare condivisione piena. Si lavora a formule politiche che possano offrire una via d’uscita anche agli scontenti, ma l’incognita Forza Italia resta tutta sul tavolo. Anche ogni eventuale cambio in giunta dipenderà dall’esito della trattativa complessiva messa in piedi da Fratelli d’Italia.

Il “patto di fine mandato” può trasformarsi in una tregua politica oppure restare una dichiarazione di intenti. Molto dipenderà dalla capacità di trovare una sintesi su Abc e di ricucire con Forza Italia prima che le tensioni diventino strutturali.

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