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Pd, quote non versate da Campagna e Majocchi: è scontro interno

L’esposto del segretario cittadino Marco Cepollaro per il mancato versamento dei contributi al partito. I due consiglieri respingono le accuse: «Attacco politico, abbiamo sostenuto spese per il Pd».

Pd, quote non versate da Campagna e Majocchi: è scontro interno

Valeria Campagna, Marco Cepollaro e Leonardo Majocchi

Si apre un nuovo fronte di tensione all’interno del Partito Democratico di Latina. La capogruppo consiliare Valeria Campagna e il consigliere comunale Leonardo Majocchi sono stati segnalati alla commissione provinciale di garanzia del partito per il presunto mancato versamento delle quote che lo statuto del Pd prevede per gli eletti nelle istituzioni.

A presentare formalmente l’esposto è stato il segretario cittadino del Pd Marco Cepollaro, che ha raccolto la segnalazione del tesoriere del partito. La questione riguarda l’obbligo, previsto dalle norme interne del Partito Democratico, per gli amministratori eletti di contribuire al finanziamento dell’organizzazione politica attraverso versamenti periodici.

Nel caso dei consiglieri comunali, la quota prevista corrisponde generalmente al 10% lordo dei gettoni di presenza percepiti per le sedute di Consiglio comunale o di commissione. Si tratta di una cifra che si aggira intorno ai 100 euro mensili, destinata a sostenere le attività politiche e organizzative del partito.

Secondo quanto riportato nella segnalazione, Campagna e Majocchi non avrebbero effettuato con regolarità questi versamenti negli ultimi due anni, accumulando quindi una situazione di mancato adempimento rispetto agli obblighi statutari previsti dal Pd.

Ora la vicenda passa al vaglio della commissione provinciale di garanzia, presieduta da Gabriele Mazzariello, organo interno incaricato di verificare eventuali violazioni delle norme statutarie e di valutare possibili conseguenze disciplinari. La commissione dovrà esaminare la documentazione presentata e chiarire la posizione dei due consiglieri.

Lo statuto del Partito Democratico prevede infatti che gli eletti contribuiscano in maniera continuativa al sostegno economico dell’organizzazione politica. Il mancato rispetto di questo obbligo può comportare diverse conseguenze, che vanno dalla richiesta di regolarizzazione dei versamenti fino a provvedimenti di natura politica. Tra le ipotesi contemplate dalle norme interne c’è anche quella della non ricandidatura alle successive competizioni elettorali per chi non ottempera agli obblighi contributivi stabiliti dal partito.

Alla segnalazione hanno risposto gli stessi Campagna e Majocchi con una lunga nota, nella quale respingono le accuse e parlano di un attacco politico.

«Rimaniamo stupiti e stiamo valutando eventuali azioni legali – scrivono i due consiglieri – e ci dispiace constatare che si ritenga questo il modo corretto di affrontare questioni interne al partito». Secondo i due esponenti democratici, le notizie diffuse sarebbero «parziali e fuorvianti».

Campagna e Majocchi spiegano inoltre di aver sostenuto direttamente, nel corso degli anni, diverse spese per garantire la comunicazione del partito e della coalizione. Spese che, sottolineano, sarebbero state rendicontate proprio alla commissione di garanzia.

«In questi anni i consiglieri hanno sostenuto direttamente numerose spese per garantire la comunicazione del partito e della coalizione – affermano – e tali spese sono in fase di rendicontazione dalla stessa commissione di garanzia. Se da quel lavoro emergesse addirittura un quadro opposto? Se fosse il partito comunale a trovarsi nella condizione di dover restituire dei soldi ai consiglieri?».

Nella loro replica, i due esponenti del Pd criticano anche il modo in cui la vicenda è stata resa pubblica, parlando di un eccessivo sensazionalismo su una questione che definiscono interna alla vita del partito.

«Ci chiediamo il senso di tanto sensazionalismo e di tanta infondatezza – prosegue la nota –. Chiediamo che, se proprio queste vicende devono diventare di pubblico dominio, vengano almeno riportate correttamente».

I consiglieri sottolineano inoltre come l’episodio rischi di indebolire l’azione politica dell’opposizione in Consiglio comunale.

«Questo è lo spirito di una vera comunità politica: affrontare i problemi con senso di responsabilità e stile, direzionando tutte le nostre energie verso l’unico vero obiettivo, battere a Latina una tra le peggiori destre del Paese».

Nella nota viene anche evidenziato il tempismo con cui la vicenda è emersa pubblicamente. Campagna e Majocchi si dicono infatti «rammaricati» per la diffusione della notizia proprio nel giorno in cui le forze politiche di maggioranza erano impegnate ad affrontare una crisi interna.

«Ricevere un attacco politico interno in questo momento – concludono – mina non solo la credibilità del gruppo consiliare ma offre anche un’arma di distrazione rispetto ai problemi che la città sta vivendo».

La parola passa ora alla commissione provinciale di garanzia, che dovrà valutare la documentazione e chiarire definitivamente la posizione dei due consiglieri, in una vicenda che rischia di aprire nuove tensioni all’interno del Partito Democratico pontino.

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