Cerca

Il fatto

Aprilia, Fratelli d'Italia contro gli haters: "Chi ci addita come mafiosi e corrotti sarà denunciato"

Commenti offensivi sui social, FdI: "Abbiamo dato mandato ai legali, nel nostro direttivo non c'è nessun indagato dell'inchiesta Assedio"

Aprilia, Fratelli d'Italia contro gli haters: "Chi ci addita come mafiosi e corrotti sarà denunciato"

Fratelli d'Italia Aprilia si scaglia contro gli hater che stanno attaccando, con insultati sui social network, i dirigenti del partito. Offese che vanno avanti da diverso tempo, perciò FdI ha deciso di passare al contrattacco, annunciando che procederà per le vie legali contro queste offese. 

"Nelle ultime settimane siamo stati bersagliati da una serie di commenti indegni di un qualsiasi paese civile, divulgati tramite i social network per il solo fatto di aver organizzato un evento pubblico con il nostro partito, al fine di raccogliere opinioni e proposte dei cittadini su come migliorare la nostra Aprilia. Rispettiamo le opinioni diverse dalla nostra - spiegano - e siamo convinti che sia nel pieno diritto dei cittadini scegliere, attraverso il voto, le persone e i partiti dai quali vogliono essere rappresentati. Tuttavia, quello che è accaduto ha un nome ben preciso: shitstorming è il termine inglese che prendiamo in prestito, perché la traduzione italiana, "tempesta di merda", potrebbe risultare indigesta anche a coloro che hanno dato il via a quella serie di commenti diffamatori, volgari e altamente lesivi della dignità personale di tutti coloro che hanno scelto di sottrarre tempo alle proprie attività e alle proprie famiglie perché credono fortemente nell'impegno politico come mezzo per cambiare le cose a beneficio della collettività. Abbiamo scelto di aspettare, perché chi fa politica da anni è consapevole di essere esposto anche a critiche, ma con il passare del tempo ci siamo resi conto di avere a che fare con qualcosa di ben più grande e grave. "Mafiosi", "ladri", "delinquenti", "corrotti", "incapaci", sono stati solo alcuni degli epiteti utilizzati nei nostri confronti: parole volte a denigrare, a svilire, a censurare e a indurre al silenzio attraverso una violenza verbale inaudita, che sui social ha trovato facilmente una cassa di risonanza. Chi ha utilizzato quelle parole ha cercato di ledere un diritto tutelato dalla nostra Costituzione ma, soprattutto, ha commesso uno dei reati più odiosi: abbiamo dato mandato ai nostri legali di agire nei confronti di coloro che hanno offeso, denigrato e diffamato. Di quelle parole ora risponderanno nelle sedi opportune. Si può criticare un'idea o contestare un pensiero, ma nessuno può permettersi di usare la diffamazione come strumento di coercizione. Inoltre, a questa folla di haters che ci ha preso di mira, si è aggiunta una schiera di personaggi noti in città per incarichi ottenuti da diverse amministrazioni comunali, che hanno provato a cogliere l'occasione per denigrare il nostro operato. Sperano, forse, che i cittadini dimentichino la loro breve parabola civica, dove spesso l'interesse personale e quello collettivo hanno finito per mescolarsi così bene da creare un prodotto finale dai contorni poco chiari. Non permettiamo a nessuno di farci la morale, ma soprattutto non lo permettiamo a quei personaggi noti per essere saliti sul carro dei vincitori con ogni amministrazione possibile, inclusa l’amministrazione Principi. Una schiera di individui soliti lavorare dietro le quinte, dove è più facile raccogliere i frutti del lavoro altrui senza doversi sporcare le mani con il duro impegno. Forti solo con i deboli, sono i primi a esultare a favore di telecamera per ingraziarsi il potente di turno, ma anche i primi a scagliare la pietra al solo fine di ripulire la propria immagine pubblica. Questo gioco è durato fin troppo: siamo certi che il tempo, galantuomo, saprà restituire loro il posto che meritano, ben lontano dalla cosa pubblica. Da parte nostra, non siamo disposti ad arretrare di un millimetro: la nostra coscienza è pulita. Nel nostro direttivo oggi non figurano persone indagate; nessuno dei componenti è stato perseguito o attenzionato dall'inchiesta "Assedio", che deriva da fatti accaduti tra il 2018 e il 2021 sotto l'amministrazione Terra, mentre il nostro partito sedeva ai banchi dell'opposizione. Gli esiti di quella indagine sono stati resi noti a tutti, e quindi anche alla nostra compagine, solo dopo il 3 luglio 2024, ma i fatti indagati riguardano solo ed esclusivamente il periodo 2018-2021, ovvero la precedente amministrazione. Affermare di essere estranei ai fatti, di conseguenza, non è un modo per ripulirci la coscienza come qualcuno ha tentato di far credere, ma è raccontare la pura e semplice verità, riscontrabile in ogni ordinanza e certificata dagli organi inquirenti. Chi afferma il contrario, mente allo scopo di concretizzare un disegno ben preciso".


La pioggia di insulti gratuiti e ingiustificati non spegnerà la nostra voglia di fare e di far bene per la nostra città. Resta il rammarico nel constatare come risulti più semplice trovare il tempo per orchestrare una gogna mediatica finalizzata a danneggiare il prossimo, piuttosto che impegnarsi in prima persona per migliorare ciò che non funziona.

Edizione digitale

Sfoglia il giornale

Acquista l'edizione