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Banca d’Italia, piano da 4,5 milioni di euro. I lavori nel 2027

Le gare saranno avviate a dicembre 2026, a gennaio si conta di individuare l’aggiudicatario

Banca d’Italia,  piano da 4,5 milioni di euro. I lavori nel 2027

Per la Banca d’Italia l’avvio dei lavori è fissato per febbraio 2027, ma da maggio la struttura di piazza della Libertà potrebbe riaprire parzialmente. Queste alcune novità illustrate ieri dall’ingegner Enrico Bentivoglio, direttore dell’area gestione edilizia.  L’obiettivo è quello di valorizzare il salone centrale trasformandolo in una sala biblioteca aperta alla città e, in base alla convenzione, destinata anche all’utilizzo da parte del Comune. Nel progetto aule informatiche e laboratori. A ottobre si concluderà la progettazione per l’adeguamento antisismico.  

Polimeni ha confermato l’impegno sul progetto Banca d’Italia, che prevede un investimento di 4,5 milioni di euro. Le gare saranno avviate a dicembre 2026, a gennaio si conta di individuare l’aggiudicatario e a febbraio 2027 partirà il cantiere per il recupero e la manutenzione dell’edificio. I lavori dureranno circa quindici mesi, ma alcuni spazi saranno riaperti in modo parziale già in corso d’opera proprio per destinare quelli agibili agli studenti, senza attendere il completamento dell’intervento. Per il Garage Ruspi è stato invece già avviato l’allestimento di spazi studio dedicati ai ragazzi e l’apertura della struttura cinque giorni a settimana. 


L’incontro ha messo in evidenza la crescita e il ruolo strategico della sede di Latina della Sapienza, sempre più integrata con il territorio e con una forte vocazione internazionale.
Giuseppe Bonifazi, prorettore del polo pontino di Sapienza, ha richiamato la storia e i numeri del polo, sottolineando la presenza di studenti provenienti anche dall’estero e da atenei come il Politecnico di Torino e l’Università Federico II di Napoli, a conferma dell’attrattività dell’offerta formativa.


Il direttore del Cersites, Alessandro Corsini, ha evidenziato il ruolo del centro come struttura di servizi, logistica e supporto alla ricerca, con circa 30 tra tecnici, amministrativi e bibliotecari e oltre 1,5 milioni di euro di attività di ricerca. Grazie anche ai fondi PNRR, il polo dispone oggi di un patrimonio infrastrutturale di alto livello. Latina viene definita non una “scelta di serie B”, ma una sede di elezione, concepita come laboratorio di sperimentazione.


Il preside della facoltà di Economia, Valerio Pesic, ha illustrato i numeri dei corsi triennali e magistrali, con circa 300 studenti l’anno e un bacino complessivo di circa mille iscritti. E ha sottolineato anche la qualità dei servizi e lo sviluppo di una didattica sempre più immersiva, con laboratori tecnologici e l’impiego di visori per nuove modalità di apprendimento.
La professoressa Daniela Secci, direttore del dipartimento di chimica e tecnologie del farmaco, ha evidenziato il rafforzamento del polo biofarmaceutico nell’ambito del PNRR, con particolare riferimento al corso in Chimica e Tecnologia Farmaceutica, molto richiesto e a numero chiuso (circa 50 posti). Latina viene sempre più configurata come “città della farmaceutica”, con forti prospettive di internazionalizzazione e una crescente mobilità degli studenti verso l’estero.


Il direttore del dipartimento biomedico, Giacomo Frati, ha sottolineato l’elevato livello di integrazione con il territorio e la presenza di laboratori avanzati in medicina rigenerativa e ricerca clinica, con un impatto diretto sulle attività ospedaliere e sui pazienti.

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