"L'erba alta a maggio è un'emergenza solo a Latina che solo la Giunta Coletta poteva far degenerare. Nella delibera per l'affidamento diretto a ditte specializzate nello sfalcio, hanno avuto il coraggio di scrivere che 'l'evoluzione anomala delle condizioni climatiche del periodo invernale appena trascorso avrebbe comportato la crescita prematura del manto erboso sulle aree verdi di competenza del Comune di Latina'. Parole e atti che dimostrano per l'ennesima volta l'incompetenza di questa amministrazione". Così Giorgio Ialongo e Giovanna Miele commentano le ultime evoluzioni della vicenda legata alla manutenzione del verde pubblico.

"Coletta e la sua giunta arrivano impreparati all'ennesimo evento prevedibile - aggiungono -, danno la colpa al meteo, quando in realtà l'emergenza si è generata perché hanno perso tempo nella preparazione del bando di gara per la manutenzione del verde. Ad ottobre 2016 gli uffici competenti hanno fatto richiesta al sindaco per sapere l'ammontare dell'importo da inserire nel bando. Il sindaco ha risposto a dicembre. Un mese e mezzo di attesa che è stato fatale. Gli uffici hanno lavorato egregiamente per colmare i ritardi, ma ormai il danno era fatto. A quel punto serviva una soluzione tampone. Hanno cercato un accordo con la protezione civile e con la Federazione Provinciale dei Coltivatori Diretti, ma questi ultimi non hanno firmato il protocollo d'intesa. Evidentemente la sola protezione civile non poteva bastare: ecco allora il ricorso agli affidamenti diretti, una pratica che tanto hanno contestato alla precedente amministrazione", questa la ricostruzione dei due esponenti di Forza Italia.

"Coletta la smetta di nascondersi. In questa vicenda emerge chiaramente la sua incapacità di far fronte a un evento di ordinaria amministrazione come il taglio dell'erba - accusano Ialongo e Miele -. Il Sindaco e la sua giunta pensavano che bastava affidarsi al buon senso dei cittadini e alla protezione civile. Dimenticano che Latina è una città di 120 mila abitanti, tagliare l'erba in un contesto così vasto richiede programmazione e personale specializzato, non bastano i mezzi dei privati e dei volontari. La partecipazione cittadina è una prerogativa di tutti, ma perché questa possa concretizzarsi e produrre gli effetti benefici alla comunità deve essere necessariamente coadiuvata dalla regolamentazione e da una buona gestione della cosa pubblica. In questo caso purtroppo non è avvenuto".

"La realtà - concludono - è che l'amministrazione Coletta ha generato l'emergenza, e per ottemperare a questa ha generato una nuova emergenza. Ha trovato la soluzione negli affidamenti diretti, tanto criticati e non più proponibili da parte delle pubbliche amministrazioni se non in casi di estrema urgenza. Si è data la colpa all'inverno e all'erba che è cresciuta troppo in fretta, la verità è che si è perso troppo tempo durante la preparazione della gara. L'assegnazione avverrà nella migliore delle ipotesi a giugno, e il servizio partirà a luglio, o peggio, ad agosto. E ora si devono spendere altri soldi per gli affidamenti diretti, soldi pubblici che potevano benissimo essere destinati ad altro. Sarebbe bastato un po' di programmazione. Un concetto che a questa amministrazione evidentemente manca. Meglio navigare a vista, e chi ci rimette è la città".