Salvatore La Penna incassa il 65% delle preferenze (con 217 voti) sul Comune capoluogo nella corsa alla riconferma provinciale. Un copione già scritto, il piatto di sempre e anche gli ingredienti, il segretario uscente Salvatore La Penna, la consigliera comunale Nicoletta Zuliani come candidatura di area Forte e l'outsider di sinistra Andrea Calcagnini. Ma il sapore delle portate del Pd, invischiato nella stessa salsa da tempo, resta lo stesso nonostante i buoni propositi, gli slanci dei nuovi iscritti e quelle contaminazioni necessarie che più che allargare hanno chiuso il partito di Renzi in un perimetro degli equivoci. Contaminazioni con i civici oppure no? Pericolosi equilibrismi come Gaeta o roccaforti di sinistra da mantenere? Domande a cui hanno tentato di dare una loro risposta i tre candidati ieri nella giornata di voto del capoluogo per eleggere il nuovo segretario provinciale.
L'analisi di La Penna
Un risultato scontato nelle mani di La Penna, il segretario che vola verso la riconferma e che ha ricucito le province puntando tutto sulla continuità. "Avrò fatto degli errori – dice – ma nessuno potrà dirmi di non essere stato presente sul territorio, abbiamo fatto tante iniziative. Ora dobbiamo rafforzare il polo industriale e spingere sulle infrastrutture. In questi 4 anni il Pd è uscito da una vocazione minoritaria per entrare in quella di governo. C'è stata una grande capacità attrattiva da parte nostra, quella di un partito inclusivo. Abbiamo ripreso i comuni dei Lepini e abbiamo recuperato Maenza, Norma Priverno e Sezze, nel sud pontino per anni egemonia del centrodestra abbiamo recuperato Formia e messo in campo una nuova classe politica. Dobbiamo lavorare sull'area nord dove non abbiamo saputo interpretare il cambiamento e rivolgerci ad un elettorato moderato che guarda con interesse ad un Pd che guidi i processi riformisti".
Calcagnini e la crisi identitaria
Si è parlato anche della crisi identitaria del Pd ad un giorno dalla festa per i dieci anni all'Eliseo e dalle parole di Veltroni che chiedeva di "non avere paura della parola sinistra". "Ancora oggi è attuale la differenza tra destra e sinistra – ha spiegato Andrea Calcagnini – ma negli ultimi anni il messaggio appare sfumato, è iniziata una china discendente che ancora non si è fermata, va fatta chiarezza sul Pd e i suoi confini, tema attuale in questa provincia se penso a Cisterna dove noi ci siamo alleati con una figura di centrodestra trovando una scorciatoia per aggredire un elettorato stanco. Questa linea non paga, se non riprendiamo i temi propri della nostra identità politica l'elettorato ci abbandonerà".
Zuliani marca la distanza con i civici
Anche la Zuliani ha parlato di identità da ritrovare marcando netta la distanza con i civici a differenza di La Penna "Il pd si è confuso dentro altre cose, dobbiamo essere chiari e riconoscibili nelle proposte al territorio. Le civiche hanno fatto da padrone ma la nostra opzione è politica, non è civica". La Zuliani ha ricordato i vulnus della partecipazione, la festa provinciale disertata, della trasparenza ("i nostri bilanci e le fonti di finanziamento devono essere pubbliche") e quello delle commistioni ardite come il cartello con Mitrano di Forza Italia a Gaeta ("Una grossa ferita"). Dalla Zuliani anche il richiamo ad uscire dall'autoreferenzialità citando l'incontro tra Moscardelli e il sindaco sulla cittadella. "Nella mia esperienza di amministratore ho potuto sperimentare quanto sia difficile essere del Pd quando non si è uniti con i rappresentati più alti che interloquiscono con il sindaco senza coinvolgere chi è nel consiglio comunale e ci mette la faccia spero di vedere nel prossimo futuro un maggiore accordo tra chi ci rappresenta in parlamento e chi ci rappresenta in consiglio». La Penna ieri ha incassato tutti i Comuni, Latina, Itri, Sabaudia, Campodimele, Fondi, Spigno, Gaeta e Fondi con i seggi chiusi alle 21. Ora la partita si sposta sul consiglio regionale, un obiettivo che nessuno nomina, ma che è più vivo che mai.