Nel 2012, secondo il Partito democratico di Sabaudia, ci sarebbe stata una disparità di trattamento tra i cittadini nel pagamento della tassa sui rifiuti. E ora, scrive il segretario Amedeo Bianchi, dovrebbero scattare i rimborsi. L'ex consigliere comunale lo ha sostenuto in una nota che nei giorni scorsi è stata indirizzata al sindaco Giada Gervasi, all'assessore ai Tributi e al caposettore dell'area competente, ossia Tributi e Finanze.
«Come saprete - queste le premesse -, a seguito di interrogazione parlamentare, il governo ha dichiarato che diversi comuni hanno erroneamente applicato le aliquote per il pagamento della Tares/Tarsu. In attesa di verificare la corretta applicazione delle aliquote per il nostro Comune ovvero l'inserimento del nostro Comune nella lista elaborata dal Mef - il ministero dell'Economia e della Finanza, nda -, intendo sollecitare il rimborso delle somme indebitamente incamerate dal Comune per questa tassa nel 2012».
Secondo Amedeo Bianchi ci sarebbe stata una «sperequazione fra residenti nel centro urbano e gli altri». L'esponente del Partito democratico fa riferimento alla richiesta di integrazione del pagamento arrivata alle persone che risiedono al di fuori del centro urbano durante il periodo commissariale, «mentre invece - afferma - non è stata inviata ai residenti del centro urbano la cartella di rettifica dell'importo dovuto».
La richiesta, tuttavia, come prevede la normativa vigente, deve arrivare dai cittadini entro cinque anni dal giorno del versamento. «Sarebbe opportuno che l'amministrazione avvisasse i cittadini che tale data si sta avvicinando, sollecitandoli nel contempo a presentare la richiesta di rimborso. Si invita pertanto l'amministrazione - conclude il segretario del Partito democratico Bianchi - a rimborsare i cittadini che ne abbiano fatto debita richiesta e quanti lo dovessero fare entro i termini di scadenza previsti dalla legge».