La rabbia degli esclusi alle Parlamentarie del Movimento 5 Stelle aleggerà oggi nell'aria della prima iniziativa pubblica di M5S per la campagna elettorale in vista del prossimo 4 marzo. Questa mattina arriva Roberta Lombardi, candidata alla presidenza della Regione Lazio, e nel pomeriggio in piazza del Popolo ci sarà Alessandro Di Battista, che candidato non è ma del Movimento è uno dei leader più apprezzati dagli iscritti. In questi giorni, però, nelle chat di whatsapp e in alcuni meetup del capoluogo, ci si interroga su cosa sia successo nelle Parlamentarie, il cui esito viene contestato dagli esclusi. Ma al momento i sospetti non hanno prove tangibili a cui affidarsi, in quanto dalla Casaleggio Associati, che gestisce il portale Rousseau, non sono ancora arrivati i numeri dei voti che hanno permesso di decidere chi fosse fuori e chi dentro i listini proporzionali. Ma scorrendo nomi e personaggi qualche iscritto inizia a sussurrare: «Forse avevano ragione quei giornali che scrivevano, giorni prima, che le liste erano state compilate prima, a prescindere dal voto degli iscritti».
Lamentele che vanno su e giù per lo stivale e che anche a Latina pare abbiano attecchito. Al momento c'è una richiesta di accesso agli atti fatta da alcuni iscritti ma presto, una volta usciti i dati, potrebbe arrivare anche un ricorso al giudice ordinario. Le anomalie contestate sono diverse. Dal blog delle stelle (quello che ha sostituito BeppeGrillo.it) si legge nel regolamento delle Parlamentarie, che «ogni iscritto potrà esprimere 3 preferenze per i candidati nel proprio collegio plurinominale alla camera e altrettante per il Senato». Si evince da ciò che gli iscritti di Latina «potevano esprimere il loro voto "solo" per i candidati del collegio di residenza. Ma a quanto pare è andata così solo alla Camera», dicono i delusi. E la prova sarebbe sulla pagina Facebook di Emanuele Dessì, uno di quelli che alla fine è stato candidato proprio nel collegio di Latina. Il giorno prima dell'apertura del voto scriveva: «nel Lazio si voterà su base regionale». Questo vuol dire che gli iscritti di Roma hanno potuto votare i candidati di Latina, Frosinone, Rieti e Viterbo e viceversa. Magari ha sbagliato Dessì, ma senza numeri è impossibile stabilirlo. «Noi invece siamo convinti che Dessì abbia ragione, si è votato in questo modo, senza avvertire tutti» affermano alcuni iscritti di M5S a Latina. E per spiegare meglio la loro convinzione, dicono. «Valeria Scognamiglio che è pontina si trova al terzo posto della lista di Roma centro. Ora: come è possibile che una candidata di Latina abbia preso più preferenze di una qualsiasi candidata romana? Le regole poi dicevano che bisognava essere candidati solo nel collegio di appartenenza, ma anche nei membri supplenti vediamo anomalie, con Paolo Costa di Formia che è supplente a Roma al Senato».