Si deve tornare in aula per discutere dei debiti e di fatto pure del dissesto finanziario.
A sostenerlo sono i consiglieri di minoranza del gruppo "Verso il Domani" di San Felice Circeo, che hanno chiesto raccogliendo le firme necessarie la convocazione del Consiglio comunale.
L'atto è stato indirizzato al presidente dell'assise civica Rita Petrucci e per conoscenza anche al Prefetto.
Al centro della contesa c'è l'ultima delibera di Consiglio comunale, quella con cui il 30 gennaio è stato preso atto dei debiti esclusi dalla massa passiva.
Un atto che scrivono nel documento i firmatari Eugenio Saputo, Egidio Calisi e Luciano Magnanti avrebbe dovuto essere discusso entro il 6 settembre 2017.
Una scadenza per la quale i consiglieri di minoranza rimandano a quanto disposto dalla norma.
Il testo unico degli enti locali prevede infatti che entro 60 giorni dall'approvazione da parte del ministero del piano di estinzione dei debiti si riunisca l'assise per individuare con propria delibera i responsabili delle passività escluse dalla liquidazione.
Nella proposta di delibera poi discussa il 30 gennaio si fa riferimento a un'istanza di proroga a firma del sindaco Schiboni, ma rileva la minoranza «non viene citata la proroga eventualmente concessa dal Prefetto».
Inoltre aggiungono -, quella delibera era priva «dei previsti pareri obbligatori» del settore Amministrazione generale e del settore Tecnico-contabile.
«Siccome da una lettura della documentazione allegata alla suddetta proposta di delibera si evince la persistenza di alcune posizioni debitorie non ancora liquidate scrivono i firmatari della richiesta di Consiglio -, i sottoscritti consiglieri comunali, al fine di rispettare quanto previsto dalle norme in materia di dissesto finanziario, hanno chiesto la convocazione del Consiglio comunale».
All'ordine del giorno, l'iscrizione a bilancio dei debiti esclusi dalla massa passiva dall'Organo straordinario di liquidazione e non ancora liquidati dalla gestione ordinaria e l'annullamento in autotutela della delibera del 30 gennaio.