Sta evolvendo secondo dopo secondo, a Nettuno, la crisi politica che ha investito il MoVimento 5 Stelle, forza politica di maggioranza in città. Poco fa, infatti, cinque dei sei assessori della Giunta di Angelo Casto - cioè il suo vice Daniele Mancini, Guido Fiorillo, Stefano Pompozzi, Nanda Salvatori e Simona Sanetti - hanno rassegnato le loro dimissioni, che sono successivamente state accettate dal sindaco. In carica, per ora, resta solo Filomena Paciello.

In particolare, i cinque sono partiti dalle dichiarazione del consigliere di minoranza Claudio Dell'Uomo "«da alcuni mesi consiglieri di maggioranza evidentemente scontenti dell'operalo della giunta cercano di usare i consiglieri di opposizione per portare avanti battaglie che non hanno il coraggio di affrontare direttamente»), ma anche dal documento firmato dai dieci consiglieri comunali che chiedevano di revocare l'incarico a tre di loro. «Per il vice sindaco Daniele Mancini per aver accettato la proposta della candidata presidente alla Regione Lazio all'ipotetica nomina ad assessore all'Ambiente della Regione - si legge nel documento degli assessori -; per l'avvocato con delega ai Lavori pubblici Guido Fiorillo per aver partecipato alle parlamentarie; per l'assessore Stefano Pompozzi per aver richiesto la certificazione di una lista civica M5S per le prossime elezioni amministrative della città di Anzio».

«Tali scelte dei singoli sono state condivise con l'intera Giunta come è consuetudine del suo agire politico-amministrativo; tali scelte sono in linea con lo statuto e il codice etico del M5S; del resto in ambito nazionale vi sono diversi casi uguali o simili; le motivazioni addotte dai 1O consiglieri sottoscrittori del documento - si legge ancora nella nota - non attengono in nessun modo a divergenze dal corretto agire politico-amministrativo degli assessori oggetto dello stesso; del resto sul punto non avrebbero nulla da poter eccepire in quanto si è operato in non solo conformemente alle leggi e all'etica pubblica propria del M5S, ma incisivamente per la complessiva ricostruzione di una città devastata, e quindi nell'interesse generale e per il bene comune. A nessuno permettiamo, salvo che per valide e concrete questioni di merito, di porre in discussione una squadra di governo come mai la città ha avuto e che è coesa su tutto, anche nella difficoltà e quindi non rinunzia a quella collegialità unitaria che è il valore aggiunto che ci contraddistingue; non siamo la vecchia politica».

Poi arriva l'ultimatum per il sindaco Casto: «Nel porre a disposizione del sindaco i nostri incarichi (avendo ognuno di noi un ruolo sociale e un lavoro) affermiamo che proseguiremo la nostra azione amministrativa all'unica condizione che cessino comportamenti irresponsabili, immotivati e soprattutto lesivi dei singoli e dell'integrità dell'immagine del M5S di Nettuno e nazionale. Ognuno di noi rimarrà al suo posto solo se la squadra ed i singoli ruoli rimarranno immutati. Respingiamo fermamente un modo di operare privo di trasparenza che può aver dato adito a ombre improprie sulle nostre persone e sul nostro operato. Condividiamo - conclude la nota - quanto scritto dai cinque consiglieri De Luca, Montani, Rizzo, Petroni e Nigro che hanno dato al sindaco, come noi ora, ampia fiducia per l'attuazione del programma. Quanto sopra è una storia che viene da prima della nomina dell'assessore Filomena Paciello con la quale si è instaurato un rapporto di collaborazione e stima che qui riaffermiamo».

Il sindaco, dal canto suo, ha accettato le dimissioni e, forse anche in virtù del tenore della nota stampa dei cinque rinunciatari, raggiunto telefonicamente ha dichiarato: «Mi dispiace per quanto accaduto, poiché tutti gli assessori hanno lavorato benissimo. Comunque, accetto la loro volontà di dimettersi con tranquillità e serenità. Rimarrò insieme a Filomena Paciello e mi metterò immediatamente al lavoro per cercare una nuova Giunta e nuovi assessori».

Sono ore febbrili, a Nettuno, per quanto riguarda il futuro dell'amministrazione a Cinque Stelle guidata dal sindaco Angelo Casto.

Dopo il documento consegnato nelle mani del sindaco e firmato da dieci consiglieri M5S che chiedevano la revoca degli incarichi assessorili a Daniele Mancini, Stefano Pompozzi e Guido Fiorillo, ma anche dopo l'approvazione del Bilancio di previsione grazie al numero legale retto dal consigliere Claudio Dell'Uomo (opposizione) e a margine della richiesta di espulsione dal partito di Claudio Monti avanzata dal sindaco ai vertici pentastellati, emergono nuovi dettagli riguardo alla prima vera crisi politica dell'era grillina.

In questo uggioso sabato di metà marzo (giorno 17 del mese), tutti gli assessori della Giunta sarebbero pronti a rimettere le loro deleghe nelle mani del sindaco Casto, al fine di passare a lui la palla per dirimere la crisi. Il tutto, nell'attesa che i vertici regionali del M5S vengano a Nettuno nelle prossime ore al fine di capire cosa possa aver portato a generare tanto malumore in un gruppo consiliare che, fino a poco fa, sembrava granitico.

Nel frattempo, cinque consiglieri di maggioranza - ossia Mauro Rizzo, Marco Montani, Giuseppe Nigro (presidente del Consiglio comunale, ndr), Daniela De Luca e Simonetta Petroni hanno sottoscritto un documento col quale non riconoscono la validità giuridica e politica dell'atto che chiedeva al sindaco la revoca dei tre assessori, sostenendo anche che quella decisione sarebbe maturata «in riunioni segrete che esulano dai principi di trasparenza e onestà intellettuale del MoVimento 5 Stelle».

Tra l'altro, nel medesimo documento si da un ultimatum al resto della maggioranza: Invitiamo tutti gli altri consiglieri a confermare la fiducia incondizionata al sindaco e all'intera Giunta per non tradire il mandato elettorale e i principi cardine del M5S sottoscritti davanti ai cittadini».

Chiaramente, il documento si conclude sostenendo che chi non è sulla loro stessa linea, di fatto, si pone fuori dal MoVimento 5 Stelle.

A fronte di ciò, ma stavolta siamo nel campo delle ipotesi e delle indiscrezioni politiche. pare che cinque consiglieri dei dieci "dissidenti" sia davvero pronto a mollare Casto e la sua Giunta: un numero congruo per far saltare il banco e, in caso di sfiducia, far tornare Nettuno alle urne già alle prossime elezioni amministrative. 

di: Francesco Marzoli